noto con sorpresa come nelle ultime ore, tra comunicati ufficiali e lettere qua e la, ci sia un altro argomento che sta conquistando (incomprensibilmente) una discreta attenzione mediatica in città: la bufala.
No, non mi riferisco alla mozzarella, quanto alla fantomatica richiesta di “sangue gruppo b positivo per un bambino di 17 mesi malato di leucemia fulminante” che (ancora una volta) ha fatto capolino tra le pagine Facebook di tanti utenti nisseni e non solo.
Proprio così, ancora una volta.
Perché ritengo “incomprensibile” tutta questa indignazione? Beh, perché chi frequenta assiduamente internet e in particolare i social-network conosce molto bene questa storia, visto che è nata nel lontano marzo 2007 e non certo a Caltanissetta.
Non solo, l’appello (inizialmente a nome di “Riccardo Capriccioli” e con un altro numero di telefono) si ripresenta ancora oggi, periodicamente, grazie a chi fa del copia/incolla sul web una pratica scellerata.
E’ inutile dare del “cretino” ad un inesistente autore nisseno quando in realtà basta inserire in un qualsiasi motore di ricerca il testo dell’annuncio per scoprire tutta la verità su questa vicenda le cui origini sono ben lontane dalla nostra città.
Ed è inutile invocare inchieste ufficiali (addirittura) e punizioni esemplari, perchè le catene di Sant’Antonio, le bufale, i messaggi falsi, soprattutto in rete, esistono da sempre e ogni giorno ne appaiono di nuove/i… ciò che si fatica ad accettare però è che il danno reale lo compie chi con superficialità non perde due soli minuti del proprio tempo a verificare la veridicità di ciò che sta per condividere, di ciò che sta contribuendo a diffondere.
Beh certo, la spinta emotiva e la buona fede probabilmente contribuiscono a rendere difficile l’arginamento del fenomeno ma non è sufficiente come alibi. Internet è tanto potente quanto pericoloso se utilizzato in questa maniera ma gli strumenti per difenderci e per difendere gli altri esistono e sono alla portata di tutti… perché non utilizzarli?
Affidiamoci TUTTI al buon senso, qualche volta… del resto chi è più fesso, Carnevale o chi ci va appresso?
Toto Venti


