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Taglio degli enti, comuni e provincia assieme per dire no alla manovra

Redazione

Taglio degli enti, comuni e provincia assieme per dire no alla manovra

Lun, 29/08/2011 - 11:03

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CALTANISSETTA- Provincia e Comuni più che mai insieme per la difesa del territorio contro il decreto taglia-Province. Lo si è ribadito nella riunione straordinaria (la terza di questa settimana) che il Consiglio provinciale di Caltanissetta ha tenuto alla presenza dei sindaci e presidenti dei consigli comunali del Nisseno (rappresentati in aula quelli di Caltanissetta, Marianopoli, Acquaviva, Niscemi, Delia, Milena, Sommatino, Vallelunga, Villalba, Riesi, Resuttano, Bompensiere e Butera): il tutto propedeutico alla riunione congiunta che il consesso provinciale avrà con quello ennese lunedì pomeriggio (ore 16) nell’auditorium del Liceo linguistico “Lincoln” di Enna Bassa.

Ad inizio seduta è stata data lettura del documento approvato giovedì scorso e già inviato alle maggiori cariche istituzionali nazionali e regionali, un documento articolato che ha riscontrato il pieno consenso dei presenti che lo adotteranno in occasione dei consigli comunali per buona parte già convocati per i prossimi giorni. E’ stato, quindi, il presidente dell’Ap on. Federico a riassumere le ragioni dell’opposizione al decreto Tremonti, ricordando da subito come quella delle Province sia una spesa che poco incide sugli 807 miliardi della spesa pubblica complessiva del Paese. “La norma sulla soppressione delle Province – ha detto Federico – dovrebbe essere stralciata dal Governo, ma resta comunque un fatto gravissimo perpetrato contro la parte più sana del territorio, cioè quella democratica, eletta dal popolo, tentando di scaricare sugli enti locali responsabilità che non hanno, proprio quegli enti che sono stati anzi penalizzati da tagli sempre maggiori di trasferimenti”.

“Concordiamo sul dover ridisegnare l’organizzazione istituzionale del Paese, dal Parlamento a scendere – ha aggiunto Federico – ma ciò va fatto con un procedimento adeguato e non con un taglio secco che non sopprime solo le Province ma molti altri enti e istituzioni, a cominciare dalle Prefetture. Il taglio dovrebbe essere diretto invece verso quegli organismi strumentali (circa 7.000, tra cui Ato, Consorzi, ecc.) dove non si è eletti dal popolo, ma nominati dall’alto, e le cui competenze spetterebbero proprio alle Province. Anche del disegno di legge regionale bisognerebbe capire bene la ratio e che pratici miglioramenti apporterebbe: resta il fatto che dobbiamo in ogni caso proseguire la nostra battaglia, che rimane una battaglia seria e non di populismo”.

Sono seguiti gli interventi di alcuni consiglieri provinciali. Gianfranco Capizzi, nel ricordare i tanti altri “scippi” subiti dal nostro territorio, e le conseguenze che avrebbero i dipendenti dei tanti enti coinvolti dalla manovra, ha richiamato alla necessità di una manifestazione la più condivisa possibile, biasimando al contempo “quella classe dirigente che non ha saputo tutelare i nostri diritti”. Tonino Delpopolo ha rimarcato le assenze alla riunione di vari comuni del territorio, così come della deputazione nazionale, che andrebbe invece al massimo responsabilizzata sul problema, così come le organizzazioni sindacali. Rosario Cusumano ha rilevato che passi avanti sono stati fatti in questi giorni se è vero che adesso si parla di stralciare gli articoli-clou del decreto legge, e questo si deve alla mobilitazione innescata, mentre fino a qualche giorno fa ancora allignava una sorta di rassegnazione. Non va comunque abbassata la guardia – ha detto – insistendo nella mobilitazione generale, da sostenere dal basso, “visto che dall’alto i nostri deputati non sono all’altezza del loro compito o non vogliono spendersi per questa battaglia”. E anche lui s’è detto perplesso sulla manovra in atto a base regionale, tendente ad eliminare gli organi elettivi, “mentre da abolire sarebbero tutti quegli organismi e consorzi che si sono rilevati la vera sciagura per questa regione”.

Anche gli ospiti intervenuti hanno invitato a non abbassare la guardia, come il sindaco di Marianopoli Calogero Vaccaro, per il quale va salvaguardata la presenza democratica elettiva (magari con minori componenti), ed ha invitato i colleghi amministratori comunali a voler informare le rispettive popolazioni sulla gravità del problema (che non pare essere del tutto percepita) con appositi comizi in ogni piazza. Salvatore Tona (presidente del consiglio comunale di Milena) ha ribadito la bontà del documento esitato dal Consiglio provinciale, che ha auspicato venga fatto proprio anche dai vari consessi comunali così da creare un’unica “voce”, mentre l’assessore comunale di Caltanissetta Danilo Tipo ha rimarcato come debba essere il comune capoluogo a mettersi alla testa di questa rivendicazione, ma avendo dietro tutte le altre realtà comunali, le cui popolazioni vanno comunque opportunamente informate e “svegliate” sulla problematica. Hanno concluso il sindaco di Vallelunga Giuseppe Montesano (che ha rimproverato un certo disinteresse del governo provinciale verso quel territorio, così come quello di alcuni rappresentanti istituzionali che ha definito “latitanti”), l’assessore di Butera Luigi Vassallo (il decreto è frutto di onorevoli non eletti ma solo nominati, e che quindi sconoscono quelle realtà territoriali dove non hanno dovuto fare campagna elettorale), e il consigliere comunale del capoluogo Adriana Ricotta (difendere la nostra identità e se tagli ci devono essere non certo a carico degli enti più piccoli e più poveri, anche se sarebbe più logica chiedere la soppressione di tutte le Province).

Al presidente del consiglio Michele Mancuso le considerazioni finali: “Sono soddisfatto della sensibilità espressa dagli amministratori locali: non dimentichiamoci infatti che oltre alla Provincia sono sotto tiro anche i piccoli comuni e la mia solidarietà va in questo caso a Bompensiere, dove prossimamente celebreremo un consiglio provinciale in occasione del centenario di quella autonomia, proprio come segnale per la difesa di tale realtà territoriale. Ribadisco pertanto l’appello del mio partito Forza del Sud di ritenere inaccettabile la proposta governativa, ricordando peraltro come i tagli che coinvolgerebbero i piccoli comuni equivalgono come importo al costo di 13,5 deputati”.

Frattanto iniziative partono anche dalla base, cioè dal personale provinciale, e per martedì mattina è stata preannunciata dalla Cisl- Fp un’assemblea del personale, nella sede dell’ente, per discutere la problematica.

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