PALERMO – “Al danno della presenza mafiosa in Sicilia, si unisce la beffa dell’azione di un governo che di fatto sta destrutturando la normativa sui beni confiscati”. Lo dice Lillo Speziale (Pd), presidente della commissione Antimafia dell’Ars, a proposito della decisione del governo regionale di ricorrere alla Corte Costituzionale contro il Codice antimafia, se il decreto approvato dal Consiglio dei ministri entrera’ in vigore. “Il governo regionale -aggiunge- fa bene a ricorrere nelle sedi giurisdizionali, ma al tempo stesso bisogna promuovere un incontro fra tutti i parlamentari eletti in Sicilia affinche’ questo decreto, nella fase di conversione, possa subire profonde modifiche. Da diversi anni il legislatore nazionale tende a scardinare il principio ispiratore della legge Rognoni-La Torre con la quale si stabiliva che le somme ed i beni confiscati alla mafia dovevano essere restituiti alle comunita’ alle quali erano stati sottratti. Cosi’ e’ stato per il Fondo unico per la giustizia, e cosi’ e’ adesso con il decreto sul ‘cosiddetto’ Codice antimafia, che altro non e’ che la negazione del risarcimento alla comunita’ siciliana”.
di Redazione 3
Ven, 06/03/2026 - 08:45

