CALTANISSETTA – Non hanno decisamente preso bene i nisseni la vicenda che ha visto quest’anno l’esclusione (paradossalmente) del Santuario del Redentore dalla celebrazione dei riti in onore… del Redentore, lo scorso 6 agosto. Dopo la decisione della Curia di spostare tutte le celebrazioni in Cattedrale, rinunciando dopo un secolo all’attesa processione dei devoti nisseni verso Monte San Giuliano, il tutto a causa delle precarie condizioni di sicurezza e del degrado in cui versa l’area del Santuario, un tempo vanto e orgoglio del capoluogo nisseno, si continuano a registrare tante manifestazioni di disappunto da parte dei cittadini.
Questo il testo integrale della lettera, indirizzata al sindaco (e alle massime autorità cittadine), firmata da Pasquale Trobia, nisseno, che più volte ha segnalato l’abbandono del principale monumento cittadino senza ricevere nessuna risposta: “Sig. Sindaco, se mai ha dato una sbirciata alla mia lettera del 29 giugno, inviata anch’essa per conoscenza alle massime autorità cittadine, e da Lei regolarmente ignorata, questa che Le scrivo oggi potrà sembrarLe una copia perché riporta gli stessi destinatari della prima con l’aggiunta del consigliere comunale Calogero Adornetto.
Ho letto su La Sicilia del 6 agosto un articolo, corredato di foto, titolato “Santuario Redentore off limits, i riti soltanto in Cattedrale”. Su La Sicilia di domenica 7, e su Il Fatto Nisseno, leggo una nota del consigliere comunale Calogero Adornetto con la quale – prendendo spunto dalla riflessione di una turista bolognese – mette in evidenza (ma và) lo stato di degrado del Redentore. Forse al consigliere Adornetto era sfuggito l’articolo corredato di foto apparso su La Sicilia il 1° luglio per non parlare di tutte le lettere di altri cittadini ed anche mie, pubblicate sempre da La Sicilia. Come mai il consigliere Adornetto, soltanto ora ha deciso di occuparsi del Redentore? È stata la “riflessione” della turista bolognese a stimolarlo?
Da un lato mi fa piacere che se ne parli, dall’altro provo amarezza perché vuol dire che tutti, sinora, hanno preso sottogamba il problema.
Quando nell’agosto del 2009, Le scrissi per la prima volta, sig. Sindaco, Lei mi rispose con una lettera (per sua comodità, qui di seguito riportata) che oggi, alla luce di quanto è stato fatto (cioè niente), appare come un monumento al linguaggio politichese che i Nisseni non sopportano più, ma che tutti i politici, con incredibile pervicacia, si ostinano ancora a parlare e nel quale, anzi, sembra che cerchino di perfezionarsi.
E così, sig. Sindaco, la paventata “chiusura al pubblico”di un monumento secolare, unico punto di riferimento di Nisseni e turisti, è oggi una realtà. Complimenti. Non venga a dirmi – La prego – che non ci sono soldi per intervenire. Non è vero. Solo per fare un esempio, le due eleganti rotatorie, con fontane, in via di completamento in viale Regina Margherita ed in via Ferdinando I°, potevano aspettare. Il pericolo al Redentore, no.
Le rotatorie provvisorie, di plastica, sono state una realtà per anni. Potevano restarci ancora un po’. Dovendo scegliere tra una cosa elegante e differibile ed una cosa urgente, la logica avrebbe fatto optare per la seconda.
Grazie, comunque, al consigliere Adornetto se veramente vorrà interessarsi del problema.
Un grazie particolare va al sig. Sindaco, anche da parte di tutti i Nisseni nonché dei pochi malcapitati e sconcertati turisti, per averci regalato questo 6 agosto davvero indimenticabile. Il prossimo lavoro elegante quale sarà?”
Rispettosi saluti
Pasquale Trobia
Nella lettera allegata, firmata dal sindaco Michele Campisi e datata 17 settembre 2009, il primo cittadino rispondeva a Pasquale Trobia garantendo “massimo impegno, per quanto di mia competenza, per restituire alla Città di Caltanissetta un’area che merita di essere valorizzata e per riconsegnare ai nisseni, mi auguro in tempi brevi, un patrimonio della Città che, con molta probabilità, è stato dimenticato in passato”.
E che probabilmente, aggiungiamo noi, sarà dimenticato anche nel presente e nel futuro, nonostante le belle parole elaborate dai numerosi (e costosi) portavoce dei sindaci che si sono alternati alla guida di questa sfortunata città negli ultimi trent’anni.

