C’è un confine sottile e crudele tra la bellezza di un fondale marino e l’abisso di una vita spezzata in un istante. Il mare cristallino di Lampedusa, che per molti è solo terra di vacanza e promessa di luce, si è trasformato in una tomba silenziosa per Cristiano Daniele Giamporcaro, giovane regista di Caltanissetta, strappato alla vita a soli 29 anni.
Un talento brillante, un’anima votata all’arte e alla narrazione visiva, un figlio di terra nissena la cui voce cinematografica si era già fatta strada nei festival internazionali — come l’approdo nel 2023 al Festival dei Popoli con il suo documentario “La ricomparsa delle lucciole”. Tutto è svanito a Punta Sottile, sotto i colpi di un’elica implacabile.
La dinamica e il dramma nella baia
Cristiano si trovava nelle acque delle Pelagie per una battuta di pesca in apnea, armato della sua sola passione e della prudenza di un subacqueo esperto: aveva regolarmente segnalato la sua presenza in acqua con la boa di sicurezza. Poco prima, con lui c’era la fidanzata, poi salita a riva per riposare.
In quella baia quasi deserta, un gommone turistico guidato da due persone originarie di Milano non ha visto il palloncino rosso che galleggiava sull’acqua. L’impatto è stato devastante. Secondo i primi riscontri, il giovane è stato travolto in pieno, riportando ferite gravissime che lasciano intuire il tragico epilogo, consumato per dissanguamento.
Il racconto di una testimone restituisce tutta la drammaticità di quei momenti sospesi: “Ho notato la ragazza a terra e lui in apnea per un’ora. All’inizio eravamo solo noi tre nella baia… Poi ho visto un gommone con due persone recuperare la boa e la giovane buttarsi in acqua. Ho capito che qualcosa non andava, ho raggiunto la zona urlando di chiamare i soccorsi.”
Il dolore straziante di Caltanissetta e della famiglia
La notizia si è abbattuta come un uragano su Caltanissetta, la sua città, dove la famiglia è profondamente radicata e stimata. La madre, Marina Castiglione, nota docente dell’Università di Palermo ed ex assessore alla Cultura del Comune nisseno, e il padre, l’ingegnere Ruben Giamporcaro, sono giunti immediatamente sull’isola per il riconoscimento della salma, ora in viaggio verso Porto Empedocle in attesa dell’autopsia disposta dalla Procura di Agrigento. Intanto, i due proprietari del gommone sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio nautico.
Si spenge così, tra le onde di Lampedusa, la luce di un artista che aveva scelto di raccontare il mondo attraverso la cinepresa, ex allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia siciliano e docente appassionato. Resta il silenzio assordante di una perdita ingiusta, e il dolore di un’intera comunità nissena che piange il suo giovane figlio, tradito dal mare che tanto amava.

