Salute

Villalba bruciata due volte: Le considerazioni del consigliere di minoranza “L’Altra Villalba” Andrea Alessi

Carmelo Barba

Villalba bruciata due volte: Le considerazioni del consigliere di minoranza “L’Altra Villalba” Andrea Alessi

Sab, 08/08/2026 - 15:48

Condividi su:

VILLALBA . Riceviamo e pubblichiamo: “Le mie considerazioni ai cittadini dopo la seduta consiliare sugli incendi

Il Sindaco frena: «A maggio i terreni hanno ancora i raccolti». Un cittadino conferma l’obbligo di legge e rilancia con l’idea dei vasconi per gli elicotteri. La mia proposta: sanzioni vere, non solo scritte sulla carta

Cari concittadini, sentivo il dovere di scrivervi, dopo la seduta di Consiglio comunale sugli incendi che abbiamo voluto fortemente come L’Altra Villalba. Non per ripetere quanto già detto in aula, ma per condividere con voi, con parole mie, quello che penso vada fatto perché Villalba non bruci una terza volta.

Due incendi in poche settimane: uno nei pressi della stazione ferroviaria, l’altro, più recente, alle Serre. Non li ho vissuti da spettatore: ho un terreno e una casa proprio lì, e ho visto il fronte del fuoco scendere verso casa mia. Per questo abbiamo chiesto, e ottenuto, una seduta aperta alla cittadinanza: non per cercare un colpevole, ma perché la voce di chi ogni giorno lavora questa terra diventasse un contributo vero.

In apertura ho voluto ringraziare, con cognizione di causa, i vigili del fuoco, il Corpo Forestale, gli operai comunali ed ex operai che con un’autobotte si sono spesi in prima persona nello spegnimento delle fiamme. Ho ricordato anche il vigile del fuoco deceduto durante un intervento nei pressi di San Cataldo, a cui va il pensiero di tutti noi. E ho voluto dare una notizia che mi sta a cuore: stiamo avviando, come gruppo, l’iter per costituire un gruppo di volontari di Protezione Civile anche qui a Villalba, sul modello di quello di Marianopoli.

Il nodo delle barriere tagliafuoco

Ma il cuore di quello che voglio dirvi è la prevenzione. Ogni anno, a maggio, il Sindaco emette un’ordinanza che invita i proprietari terrieri a realizzare sui propri fondi le barriere tagliafuoco, con sanzioni pesanti per chi non adempie. Sanzioni severe sulla carta. Ma senza controlli sistematici, restano parole. Lo sappiamo tutti: c’è chi, la sera stessa in cui le Serre bruciavano, correva con i propri mezzi a creare in fretta e furia le barriere che avrebbe dovuto fare mesi prima.

Per questo ho portato in aula una proposta concreta: fissare nell’ordinanza una scadenza (venti giorni dalla pubblicazione, per esempio) e, subito dopo, far volare un drone dedicato sul nostro territorio. Un dispositivo dal costo indicativo di circa 10.500 euro, capace di produrre mappe satellitari da sovrapporre, in ufficio, a quelle catastali: in due o tre giorni si individuerebbero immediatamente i terreni non in regola e i relativi proprietari, permettendo al Comune di sanzionare chi non ha adempiuto e di realizzare esso stesso le barriere, salvo poi rivalersi sui proprietari inadempienti. Un controllo veloce, economico, e soprattutto un deterrente vero. Una spesa da affrontare una volta sola e per i successivi anni il Comune

Il Sindaco: «Prima ci sono i raccolti»

Il Sindaco mi ha opposto un’obiezione di merito, che riporto perché credo meriti una risposta pubblica: l’ordinanza, pubblicata a maggio, arriva quando i terreni sono ancora coltivati, e non si può imporre ai contadini di realizzare barriere tagliafuoco intaccando il raccolto. Ho ribadito che le barriere restano comunque un obbligo, e ho suggerito al Sindaco di valutare un’ordinanza preventiva, da emanare prima della semina, con cui invitare i cittadini a lasciare libero il perimetro del proprio terreno non seminato, così da avere l’area già pronta per la barriera tagliafuoco quando sarà il momento.

Sul punto è intervenuto anche l’ex sindaco, fratello dell’attuale primo cittadino, secondo cui l’economia di Villalba si regge in larga parte sull’agricoltura e molti appezzamenti hanno una superficie talmente ridotta che realizzare le barriere tagliafuoco rischierebbe di impedire ai proprietari di mietere quasi per intero il raccolto. È un’obiezione che comprendo, e che merita di essere affrontata insieme, senza sconti alla sicurezza di tutti.

Obbligo di legge e l’idea dei vasconi

A chiarire la cornice normativa è intervenuto un cittadino che è anche ispettore del Corpo Forestale, che ha ricordato come la realizzazione delle barriere tagliafuoco sia un obbligo previsto dalle direttive regionali su cui si fonda la stessa ordinanza sindacale, e dunque non derogabile. L’ispettore ha inoltre lanciato una proposta che condivido pienamente: posizionare vasconi d’acqua in punti strategici del territorio, da cui gli elicotteri antincendio possano rifornirsi rapidamente, evitando i lunghi viaggi verso il mare o i laghi più distanti e i conseguenti tempi morti nelle operazioni di spegnimento. Inoltre l’inosservanza delle prescrizioni regionali sul rispetto delle barriere tagliafuoco costringerebbe chi riceve danni a esporre denuncia nei confronti degli inadempienti.

I terreni comunali e il Parco delle Serre

Ho poi voluto richiamare in aula la responsabilità diretta dell’amministrazione: oltre ai terreni privati, esistono i terreni destinati al parco suburbano delle Serre, di proprietà comunale, il cui discerbamento spetta per legge al Comune, senza se e senza ma. Nella pratica, ad oggi, non risulta effettuato alcun intervento di pulizia né sulle strade comunali e interpoderali di accesso al parco, né sul perimetro dello stesso.

È un’osservazione che si lega a un rilievo più ampio, e che voglio dirvi con franchezza: dalla seduta ho colto una certa riluttanza dell’amministrazione a comminare in concreto le sanzioni previste per i trasgressori. Le regole scritte non bastano, se poi manca la volontà di farle rispettare. Faccio presente che è dovere della politica anteporre il bene della collettività al bene dell’individuo.

«Senza regole, niente crescita»

Vi lascio con la riflessione, perché è quella che più mi sta a cuore: senza il rispetto delle regole non può esserci vera crescita sociale né culturale, e per invertire la rotta a Villalba serve prima di tutto un cambio di mentalità, che riguarda tutti noi.

«Tanto più il cittadino si sente parte integrante dello Stato, tanto più sente il dovere di rispettare le leggi.»

Paolo Borsellino

Villalba è stata bruciata due volte. Non ci sarà, da parte mia, una terza volta in cui potrò dire di non aver fatto nulla. Confido che sia così anche per chi ci amministra.A cura del gruppo consiliare L’Altra

banner italpress istituzionale banner italpress tv