Salute

Italia. Killer bengalese massacra famiglia di connazionali: uccisi padre, madre e figlia

Redazione

Italia. Killer bengalese massacra famiglia di connazionali: uccisi padre, madre e figlia

Sab, 27/06/2026 - 19:41

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Una famiglia sterminata a colpi di mannaia. Padre, madre e figlia di otto anni accoltellati a morte ieri sera nella loro abitazione alla periferia ovest di ROMA da un uomo che conoscevano bene e che ora è ricercato. La polizia in giornata ha diffuso la foto del sospettato e le sue generalità, invitando i cittadini a farsi avanti nel caso in cui qualcuno abbia notizie. Mentre la Procura, dopo un sopralluogo del pm di turno nell’abitazione, ha aperto un fascicolo per omicidio e lesioni. L’unico a scampare alla mattanza è stato il figlio ventenne della coppia. Ha combattuto con l’aggressore che si è scagliato anche contro di lui prima di fuggire. Il ragazzo è sceso in strada a chiedere aiuto e ora ricoverato in prognosi riservata al policlinico Gemelli con traumi diffusi in varie parti del corpo e uno importante al cranio. L’allarme è scattato quando alcuni vicini hanno sentito urla provenire dall’abitazione al primo piano dove abitava la famiglia di origine bengalesi. Qualcuno avrebbe anche visto un uomo allontanarsi di corsa e sparire nel buio in pochi istanti. All’arrivo delle ambulanze per il 39enne Kamal Uddin, la moglie Hosne Jahan Momotaj e la loro bimba Arowa non c’era più nulla da fare. Il figlio maggiore, invece, è stato trovato davanti alla porta d’ingresso del condominio e trasportato d’urgenza in ospedale. Non appena le sue condizioni lo consentiranno, sarà ascoltato dagli investigatori. La polizia scientifica ha lavorato tutta la notte per i rilievi nell’abitazione e nelle scale del condominio dove ancora oggi erano visibili diverse tracce di sangue. Gli agenti hanno anche sequestrato l’arma del delitto, una mannaia che l’aggressore ha lasciato in casa prima di fuggire – su cui verranno effettuati accertamenti – e una felpa insanguinata ritrovata in un parcheggio a pochi metri di distanza dalla palazzina di via Montiglio, a Casalotti. I sospetti degli agenti della Squadra Mobile di ROMA si sono concentrati fin da subito sulla rete di conoscenze della coppia. Con il passare delle ore si è fatta strada la pista del movente legato a molestie. Per chi indaga a uccidere la coppia e la loro bimba sarebbe stato un connazionale, il 43enne Shahadat Hossain (in foto). L’uomo, in Italia da tempo, aveva presentato un anno fa una richiesta di protezione internazionale alla Questura di Frosinone e l’istanza è attualmente ancora in valutazione. In queste ore sono stati sentiti alcuni connazionali da cui, all’epoca, riferiva di essere ospitato. E nel pomeriggio è scattato anche un blitz su un treno fermo alla stazione di Bologna, dopo la segnalazione di un uomo che somigliava al sospettato, ma si è trattato di un falso allarme. Sgomento per l’accaduto nel quartiere Casalotti dove tutti conoscevano Kamal e gli volevano bene. Molti lo ricordano per l’attività che svolgeva all’esterno di un supermercato dove aiutava i clienti a imbustare i prodotti e a trasportare la spesa. “Mi portava il caffè tre volte al giorno, era di una gentilezza estrema – racconta un commerciante -. Io sono l’ultimo arrivato nel quartiere, lui invece era qui da 15 anni e tutti lo conoscevano. Il figlio mi aiutava facendo qualche consegna per me”. E poi aggiunge: “La moglie e la figlia piccola avevano raggiunto l’Italia da poco, meno di un anno. Kamal aveva fatto tanti sacrifici per riunire la famiglia, è una tragedia”. E sui social aumentano di ora in ora i messaggi di cordoglio nelle chat di quartiere, dove è stata anche lanciata una raccolta fondi per aiutare il figlio sopravvissuto. “Un bravo ragazzo che Kamal aveva cresciuto e fatto studiare, è giusto aiutarlo”, scrive un residente. Ad esprimere cordoglio anche il sindaco della Capitale Roberto Gualtieri che parla di “una tragedia di una gravità inaudita, difficile anche solo da immaginare che ha sconvolto la comunità di Casalotti”. “In questo momento di dolore – sottolinea il sindaco – voglio far arrivare, a nome mio e di tutta l’Amministrazione capitolina la nostra vicinanza ai familiari, agli amici e a tutti coloro che volevano bene a questa famiglia. Un pensiero particolare va al giovane figlio sopravvissuto. Ci auguriamo che gli inquirenti facciano piena luce su quanto accaduto e assicurino al più presto alla giustizia chi si è macchiato di un delitto così orribile”. 

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