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Welfare, 69% boomer in ansia per la pensione: ma continuano a sostenere figli e nipoti

Redazione

Welfare, 69% boomer in ansia per la pensione: ma continuano a sostenere figli e nipoti

Mer, 08/04/2026 - 18:25

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I boomer italiani si avvicinano alla pensione con sentimenti contrastanti: da un lato la consapevolezza di appartenere a una generazione relativamente fortunata, dall’altro la crescente preoccupazione per la tenuta del proprio futuro economico e per quello di figli e nipoti. E’ quanto emerge dall’ultimo sondaggio effettuato da Moneyfarm, piattaforma digitale leader in Europa per la gestione del patrimonio a 360 gradi, su un campione rappresentativo di cittadini nati tra il 1955 e il 1969.

Il 69% dei boomer intervistati dichiara di provare ansia per le proprie prospettive economiche, con picchi del 76% tra le donne e del 77% tra chi, avendo tra i 56 e i 61 anni, è ancora distante dall’uscita dal mondo del lavoro. Afferma di non sentirsi mai preoccupato solamente il 9%, una media tra l’11% degli uomini e il 6% delle donne. E se in quasi 6 su 10 continuano a percepirsi come una generazione più fortunata rispetto alle precedenti, il nodo della pensione pubblica resta una certezza in negativo: solo il 24% del campione ritiene che l’assegno sarà sufficiente a garantire un tenore di vita adeguato, con punte di pessimismo tra le donne (18%), mentre per molti sarà necessario integrare il reddito o ridimensionare le proprie aspettative.

Per fronteggiare questa incertezza, i boomer individuano nei risparmi (35%) e nella pensione integrativa (32%) le principali leve di sicurezza per gli anni a venire. Meno popolari le soluzioni legate alle rendite immobiliari (15%) o finanziarie (15%). A emergere è anche la difficoltà nella pianificazione di lungo periodo: quasi la metà dei rispondenti investe con un orizzonte temporale inferiore ai cinque anni, nonostante un’attesa di vita che, una volta raggiunta l’età pensionabile, ormai supera i vent’anni. Solo il 4% investe con un orizzonte compreso tra gli 11 e i 20 anni, mentre appena l’1% guarda oltre le due decadi.

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