Il caso di Salvatore Colletta torna oggi al centro dell’attenzione. La famiglia del ragazzo scomparso a Casteldaccia, in provincia di Palermo, il 31 marzo 1992 ha affidato la consulenza al criminologo Sergio Caruso, con l’assistenza dell’avvocata Giorgia Bagnasco e il sostegno di Manisco World, associazione fondata e presieduta da Virginia Melissa Adamo.La decisione si inserisce nel solco di una ricerca che non si è mai interrotta e che oggi si avvale di un nuovo supporto professionale. L’obiettivo è rileggere atti, documenti e passaggi investigativi di una vicenda che, a oltre trent’anni dalla scomparsa, non ha ancora trovato una verità definitiva.Salvatore Colletta, allora quindicenne, scomparve insieme al dodicenne Mariano Farina in un caso che ancora oggi resta segnata da interrogativi irrisolti. Quella mattina i due ragazzi si allontanarono da Casteldaccia e da allora le loro tracce si persero nel nulla, dando origine a uno dei casi più dolorosi e controversi della cronaca siciliana. Negli anni si sono susseguiti approfondimenti, piste investigative, verifiche e archiviazioni, senza che fosse mai raggiunto un accertamento definitivo sui fatti.«Ringrazio la famiglia Colletta – dichiara Sergio Caruso – per la fiducia che ha inteso accordarmi. Quando ci si confronta con una scomparsa che attraversa oltre tre decenni, il primo dovere è quello della serietà. Occorrono rigore, prudenza e la capacità di tenere insieme competenze diverse, senza disperdere nulla».Il criminologo, che si occupa dell’analisi di casi complessi e vicende irrisolte, richiama quindi anche il ruolo di Manisco World, che accompagna questo nuovo percorso accanto ai familiari. «Va riconosciuto – sottolinea – il lavoro che Manisco World sta portando avanti accanto alle famiglie delle persone scomparse. In casi come questo, il sostegno umano e legale è un elemento importante. Far parte di questa realtà significa esserci con serietà, continuità e attenzione, in un cammino che richiede sensibilità ma anche concretezza».La consulenza, spiega Caruso, si muove lungo una linea precisa: rileggere il caso con metodo, attenzione e un approccio multidisciplinare. Il criminologo, già consulente in altri noti casi di cronaca nazionale, tra cui la scomparsa di Angela Celentano, la strage di Erba e il delitto di Elena Ceste, porta in questo incarico un’esperienza maturata nell’analisi di vicende complesse e irrisolte.«Le ricerche – afferma – non si devono fermare. Vicende come questa impongono un lavoro paziente e rigoroso, capace di riesaminare anche ciò che in passato può essere apparso marginale. L’obiettivo è verificare ogni elemento utile e provare a restituire un quadro più chiaro».È in questo contesto lo stesso richiama la necessità di mantenere aperto ogni filone di approfondimento utile: «Ogni elemento – sostiene – deve essere verificato con attenzione e senza preclusioni. Abbiamo carte e documenti che meritano di essere esaminati nel rispetto del lavoro degli inquirenti e delle necessarie verifiche».Secondo Caruso, proprio il tempo trascorso impone oggi una rilettura attenta del materiale disponibile. «Nei casi irrisolti, anche ciò – conclude – che in passato può essere apparso secondario va riesaminato con metodo. L’obiettivo è offrire un contributo serio e rigoroso a un percorso che chiede ancora risposte».Con Sergio Caruso e il supporto di Manisco World, si apre così una nuova fase della ricerca voluta dalla famiglia Colletta.
Salvatore Colletta, la famiglia affida la consulenza al criminologo Sergio Caruso: «La ricerca della verità non si deve fermare, occorre proseguire il lavoro di approfondimento»
Mar, 24/03/2026 - 12:02
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