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Caltanissetta, al Teatro Regina Margherita arriva “La Notte del Capitano”, il nuovo cortometraggio di Salvatore Riggi

Redazione

Caltanissetta, al Teatro Regina Margherita arriva “La Notte del Capitano”, il nuovo cortometraggio di Salvatore Riggi

Gio, 05/03/2026 - 14:44

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CALTANISSETTA – Dopo il successo dei precedenti lavori e i numerosi riconoscimenti ottenuti in Italia e all’estero, il regista nisseno Salvatore Riggi torna sul grande schermo con un nuovo progetto dedicato alla tradizione e all’identità della città. Si intitola “La Notte del Capitano” il cortometraggio che sarà presentato al pubblico il 13 e 14 marzo 2026 al Teatro Regina Margherita, con due proiezioni giornaliere previste alle 18.30 e alle 20.00.
Il nuovo lavoro arriva dopo le emozioni suscitate da “Biangardi – La creazione più bella” e dopo i sorrisi e gli applausi raccolti da “Solo per amore – Gli artisti di Dio”, produzioni che hanno conquistato oltre venti premi tra festival nazionali e internazionali e registrato complessivamente più di cinquemila presenze in sala.


Il cortometraggio racconta una delle notti più intense e cariche di significato della tradizione nissena: quella che precede la giornata della Real Maestranza di Caltanissetta. La storia si svolge tra il martedì e il mercoledì Santo, quando il Capitano designato non riesce a prendere sonno, consapevole che il giorno successivo entrerà nella storia della città assumendo il ruolo che da secoli rappresenta uno dei momenti più solenni della Settimana Santa di Caltanissetta.


Durante la notte riaffiorano i ricordi dell’infanzia: quando, da bambino, aveva portato le chiavi della città nell’anno in cui suo nonno era Capitano. Un filo di memoria e di emozioni che lega le generazioni e che ogni anno si rinnova davanti alla folla che riempie la piazza per rendere omaggio alla Real Maestranza.
Nelle note di regia, Riggi sottolinea come il film affondi le radici nei valori che da sempre caratterizzano la Settimana Santa nissena: arte, fede e devozione. L’intento del regista è quello di raccontare non solo la tradizione, ma soprattutto l’umanità che si nasconde dietro i gesti e i riti, quella dimensione emotiva che rende solenne ogni momento della celebrazione.


Al centro del racconto vi sono anche i temi dell’infanzia e del ricordo, con l’obiettivo di riflettere sulla trasmissione delle tradizioni tra generazioni e sul legame profondo con la propria città. Un invito, nelle parole del regista, a tornare a guardare Caltanissetta con lo stesso sguardo curioso e fiducioso di quando si era bambini, capace di immaginare il futuro e di sentirsi parte della storia della comunità.

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