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Pergusa, Italia Nostra Sicilia: “L’autodromo è incompatibile con la Riserva”

Redazione 3

Pergusa, Italia Nostra Sicilia: “L’autodromo è incompatibile con la Riserva”

Ven, 27/02/2026 - 09:41

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Italia Nostra Sicilia ha inviato agli Assessorati regionali competenti, al Libero Consorzio Comunale di Enna e al Comune di Enna — e, per conoscenza, agli Organi di Stampa — una nota ufficiale relativa alla situazione del Lago di Pergusa e al futuro dell’autodromo.
Il dibattito sul destino dell’impianto motoristico torna oggi al centro della discussione pubblica dopo la lettera aperta indirizzata ad Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) dal consulente ambientale Giuseppe Maria Amato. Una sollecitazione che interpella direttamente le forze politiche e che chiama in causa, in modo esplicito, anche la posizione storica delle associazioni ambientaliste – Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Wwf – da sempre impegnate nella tutela integrale dell’area.

Italia Nostra, pertanto, ribadisce con fermezza il proprio dissenso rispetto a qualsiasi ipotesi di rilancio o permanenza strutturale dell’impianto motoristico all’interno della Riserva Naturale Speciale Lago di Pergusa. Si può parlate di una incompatibilità strutturale. Dal 1995 l’area è Riserva Naturale e, successivamente, è stata riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS), rientrando nella Rete Natura 2000 ai sensi delle direttive europee “Habitat” e “Uccelli”. Si tratta di uno dei contesti ecologicamente più delicati della Sicilia interna, caratterizzato da habitat prioritari e da un ruolo fondamentale per l’avifauna migratoria. La presenza di una pista asfaltata di notevole ampiezza, con annesse strutture e pertinenze, costituisce un evidente elemento di frammentazione ecologica e di alterazione paesaggistica, insistendo su aree ecotonali di altissimo valore naturalistico. Non si tratta di una valutazione ideologica, ma di un dato tecnico: la compresenza stabile di un impianto motoristico e di una riserva naturale speciale rappresenta una contraddizione insostenibile nella pianificazione territoriale. Come ricordato nella lettera, la stessa istituzione della Riserva e i primi strumenti regolamentari avevano indicato la strada della dismissione dell’impianto. Le successive modifiche normative hanno consentito la permanenza dell’autodromo, ma in un quadro di limitazioni che nel tempo ne hanno evidenziato l’inadeguatezza funzionale e la crescente marginalità nel panorama degli sport motoristici.Oggi l’impianto risulta utilizzato in modo sporadico e non è più centrale nei circuiti competitivi nazionali e internazionali. Parallelamente, i costi di gestione del Consorzio Ente Autodromo di Pergusa hanno gravato per anni sugli enti pubblici, in un contesto di progressiva riduzione delle attività e di evidente crisi strutturale, culminata nella fase di liquidazione del CEAP.Per Italia Nostra, continuare ad alimentare l’idea di una “rinascita” motoristica significa prolungare una situazione di ambiguità che danneggia sia la credibilità delle istituzioni sia la prospettiva di una reale valorizzazione dell’area.Il dissenso di Italia Nostra non è rivolto contro i lavoratori né ignora il tema occupazionale. Al contrario, riteniamo indispensabile una pianificazione seria e graduale che salvaguardi il personale oggi impiegato, valorizzandone le competenze nell’organizzazione di eventi, nella gestione di flussi e nella manutenzione di infrastrutture.La prospettiva non è l’abbandono, ma la riconversione: recupero della naturalità delle aree compromesse, interventi di rinaturalizione progressiva, rifunzionalizzazione leggera e sostenibile per attività compatibili con lo status di riserva, sviluppo di un turismo ambientale, scientifico e didattico di qualità.In questa direzione si collocano anche le opportunità offerte dalle più recenti politiche europee in materia di ripristino degli ecosistemi, che potrebbero costituire un quadro di riferimento normativo e finanziario per accompagnare il processo. A rafforzare questa posizione interviene il Presidente di Italia Nostra Piazza Armerina, che sottolinea la straordinaria unicità dell’ecosistema di Pergusa:<<Intanto vorrei iniziare dicendo che cos’è Pergusa, che cos’è il lago di Pergusa. Non si tratta soltanto di uno dei pochissimi laghi naturali della Sicilia: il lago di Pergusa è un unicum in Europa, un ecosistema assolutamente irripetibile.Pergusa è un biotopo straordinario, dove si verifica il fenomeno dell’arrossamento delle acque, un fenomeno molto particolare e completamente diverso da quello che avviene in altri laghi e invasi italiani ed europei, o altri bacini, dove l’arrossamento è dovuto alla semplice putrefazione delle alghe. Qui invece il fenomeno è molto più complesso: l’acqua diventa rossa solo quando si verificano contemporaneamente diversi parametri ambientali — luce, temperatura, condizioni chimiche — e soprattutto quando il numero di microrganismi presenti nell’acqua supera una determinata soglia per metro cubo. Si tratta quindi di un equilibrio delicatissimo che rende Pergusa un ecosistema unico.Pergusa nasce come Riserva naturale integrale, proprio per la sua eccezionalità e per le caratteristiche ambientali assolutamente particolari. Successivamente, con quello che definisco senza esitazione un vero e proprio aborto giuridico — di cui la politica dovrebbe vergognarsi — questa riserva è stata trasformata in una cosiddetta riserva “speciale”, una categoria che la legge sulle riserve naturali non prevede. Le riserve possono essere integrali o orientate: nulla di più. Questa forzatura è servita soltanto a far convivere due realtà incompatibili: il lago e il circuito automobilistico. Ma lago e autodromo non possono convivere: sono due realtà completamente diverse.Già negli anni Sessanta si verificarono le conseguenze di questa scelta. Durante una gara automobilistica la pista venne invasa dalle acque del lago e si decise allora di costruire un canale scolmatore che scaricava l’acqua di Pergusa nel rigagnolo dei fiumi sottostanti. Questo intervento ha progressivamente abbassato il livello del lago, fino a farlo diventare quasi tendente a zero negli anni di siccità.Il circuito è diventato così un vero tumore dentro un lago meraviglioso. Dobbiamo essere chiari: o resta il circuito o resta il lago. Il lago ovviamente non può essere spostato; dunque l’unica soluzione ragionevole è abbandonare e delocalizzare il circuito..Le azioni indispensabili sono tre:* eliminare il canale scolmatore che continua a sottrarre acqua al lago;* delocalizzare la pista automobilistica;* ridurre il già eccessivo carico antropico.A queste misure si devono aggiungere altri interventi necessari: la pulizia dei canaloni e il dragaggio della sorgente centrale. Il lago di Pergusa, infatti, non ha né immissari né emissari: è alimentato solo da una sorgente centrale che oggi non riesce più a fornire acqua sufficiente perché è ostruita e interrata.Pergusa è un sistema delicatissimo e va trattato come tale. Far correre le automobili attorno al lago è come far sfrecciare macchine tra i cristalli di famiglia: il lago di Pergusa è un cristallo prezioso ma fragile. Il rumore e l’inquinamento disturbano gravemente anche la fauna migratoria che trova qui un punto fondamentale di sosta.Non a caso, intorno agli anni 2000 autorevoli personalità scientifiche e ambientaliste di livello internazionale arrivarono a proporre che la gestione della Riserva venisse sottratta alla Regione Siciliana, ritenuta incapace di garantire una tutela adeguata di un patrimonio naturale di valore europeo. Questo episodio dimostra quanto la situazione di Pergusa sia stata considerata critica anche fuori dall’Italia.Pergusa è un patrimonio naturale unico e irripetibile. Difenderlo non è una scelta optativa: è un dovere.>>Italia Nostra chiede, pertanto, agli Enti competenti e alle forze politiche una posizione pubblica inequivocabile. Non è più il tempo delle ambiguità. La tutela di un’area riconosciuta a livello europeo non può essere subordinata a logiche di consenso o a nostalgie legate a stagioni ormai concluse.Pergusa rappresenta un patrimonio naturalistico, paesaggistico e identitario che appartiene non solo alla comunità ennese, ma all’intera Sicilia ed Europa. La sua piena valorizzazione passa attraverso una scelta netta: il superamento definitivo dell’impianto motoristico e l’avvio di un progetto organico di rinaturalizzazione e di sviluppo sostenibile.Italia Nostra ribadisce, nel 2026, la propria posizione storica: la Riserva Naturale Speciale  Lago di Pergusa deve essere integralmente tutelata e restituita alla sua vocazione naturale. Ogni altra soluzione rappresenta un arretramento sul piano della cultura della tutela e della responsabilità istituzionale.

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