“Vorrei esprimermi innanzitutto sul tema centrale di questa sentenza che non riguarda alcuna valutazione di carattere politico, ma affronta questioni squisitamente tecniche. L’amministrazione pubblica ha tenuto ferma una nave nonostante il sequestro fosse venuto meno e ha lasciato senza risposta l’organizzazione che ne chiedeva la restituzione. La giudice del tribunale che presiedo ha ritenuto tale comportamento non conforme alla legge e di conseguenza ha stabilito il risarcimento delle spese sostenute, senza titolo, durante la sosta della imbarcazione in porto”. Così il presidente del tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ dopo la sentenza di condanna alla Ong Sea Watch nei confronti dello Stato. “L’esercizio del diritto di critica si esprime evidenziando la contraddittorietà di passaggi della motivazione dei provvedimenti o segnalando la violazione di norme specifiche in essi richiamate. Non credo che etichettare il giudice come non imparziale solo sulla base di un dispositivo non gradito o magari neppure conosciuto sia esercizio del diritto di critica”, aggiunge. “Tornando alla sentenza di Palermo, mi pare che le reazioni siano figlie del clima di tensione che sta maturando con la campagna referendaria. Mi chiedo se le dichiarazioni aggressive aiutino i cittadini a comprendere il merito della questione”, sottolinea Morosini.
di Redazione 3
Ven, 20/02/2026 - 08:51

