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Al teatro Biondo di Palermo il 26 febbraio debutta “Angeli in biblioteca” con la regia di Claudio Collovà

Redazione 3

Al teatro Biondo di Palermo il 26 febbraio debutta “Angeli in biblioteca” con la regia di Claudio Collovà

Lun, 23/02/2026 - 12:48

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Debutta giovedì 26 febbraio, alle ore 21.00 nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo, lo spettacolo Angeli in biblioteca di Claudio Collovà interpretato dagli allievi e dalle allieve della “Scuola di recitazione e professioni della scena” del Teatro Biondo: Emilia Bruno, Simona Adele Buscemi, Giulia Candiloro, Alessandro Caporali, Andrea Castronovo, Martina Frazzetta, Antonella Galati, Francesca Gennuso, Gabriele Greco, Noemi Migliaccio, Simone Mignosi, Carlotta Pernicone, Giuseppina Perrotta, Riccardo Romeo, Riccardo Sangiorgi, Maria Laura Turturici, Manuela Tuzzolino.

Le scene sono state realizzate dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo – Sarah Radicello, Francesco Troia, Luana Trupiano, Alessia Zappulla – coordinati dalla professoressa Antonella Conte, mentre i costumi sono stati curati dagli allievi Andrea Amato e Elisabetta Arnone coordinati dalla professoressa Francesca Pipi e le luci dall’allieva Elena Madia seguita dalla professoressa Liliana Iadeluca.

Le coreografie sono di Alessandra Luberti e il canto di Serena Ganci.

Si tratta dunque di uno spettacolo corale, grazie al quale il Teatro Biondo coniuga formazione e pratica della scena.

Claudio Collovà si è ispirato al romanzo I quaderni di Malte Laurids Brigge di Rainer Maria Rilke e al film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, in particolare all’immagine degli angeli riuniti in una biblioteca, che ricorda quella londinese diHolland Housebombardata nel 1940 e immortalata in una celebre foto. Angeli che parlano di morte, esistenza, divenire, storia e immaginazione attraverso parole di rara bellezza e potenza.

Una comunità di uomini e donne trova rifugio in una biblioteca speciale e metafisica, come quella descritta, appunto, da Peter Handke e mirabilmente ripresa da Wim Wenders nel suo film. Una piccola porzione di umanità, assorta nella lettura silenziosa di libri bianchi, ci trasmettono un clima e un’atmosfera che risalgono alla scrittura di Rilke, che testimonia il passaggio epocale tra il XIX e il XX secolo.

Spiega Collovà: «Dalle parole de I quaderni di Malte Laurids Brigge di Rilke, unico romanzo del poeta tedesco, dalla forza poetica delle sue visioni e dai nostri numerosi riferimenti fotografici, a partire dalla biblioteca di Londra bombardata nel 1940, è nato Angeli in biblioteca, in un luogo visionario abitato da anime che qui si sono riunite con l’illusione che la poesia sia ancora un forte antidoto alla realtà, oggi tragicamente in guerra».

I frammenti del romanzo e le immagini del film diventano azioni e gli interpreti, come fossero poeti che vivono in un luogo inteso come rifugio ed eremo, sviluppano un loro mondo concreto fatto di conflitti, amicizia e relazioni umane attraverso dialoghi e azioni molto vicine all’esperienza umana. Uomini e donne che, nella loro forma angelica, hanno imparato a vedere.

Repliche fino a domenica 1 marzo.

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