Siracusa. Piumini da neve, giubbotti super imbottiti e, sotto, maglioni e felpe. Sia per gli alunni che per qualche insegnante e per il personale Ata.
È quello che ha trovato ieri il deputato M5S all’Ars Carlo Gilistro nel corso di un’ispezione all’istituto di istruzione superiore Einaudi di viale Santa Panagia a Siracusa.
“Non è possibile – dice Gilistro – andare a scuola con equipaggiamento da settimana bianca. Ieri nelle aule c’erano 11-12 gradi, quando la temperatura prevista dalla normativa vigente è di 18-20. È intollerabile, presenterò un esposto alla Procura della Repubblica. A questa situazione va messo un punto e bisogna metterlo subito. Studiare in queste condizioni non solo fa rendere la metà, ma espone i nostri ragazzi pure al rischio di ammalarsi o di avere qualche malore, come avvenuto recentemente a una ragazza a Palermo. Qualcuno in Sicilia, evidentemente, dimentica che lo studio è costituzionalmente garantito, ma in condizioni accettabili e qui, e in tante altre scuole siciliane, le condizioni sono pessime”.
“Quello che ho visto nelle due scuole visitate ieri – racconta Gilistro – non è per nulla normale. Sembrava di stare in una stazione sciistica, con studenti imbacuccati e personale Ata con i geloni alle mani. Un’assistente mi ha confidato che sotto il maglione aveva quattro magliette termiche. Non è tollerabile che anche gli animali siano trattati meglio dei nostri ragazzi. Ci sono stalle che sono climatizzate molto meglio di quelle aule. Da pediatra so bene quali possono essere per un ragazzo le conseguenze sanitarie di una lunga permanenza a queste temperature con ripercussioni che si potrebbero scontare anche a distanza di tempo”.
A completare il quadro per nulla edificante delle due scuole c’era un’aula senza porta, porte malmesse, bagni insufficienti per il numero degli alunni, alcuni addirittura inagibili per infiltrazioni, come alcune aule e laboratori.
“Quanto accade a Siracusa – dice Gilistro – è comunque riscontrabile anche in tante altre scuole siciliane. Per questo lo scorso 14 gennaio ho bloccato i lavori d’Aula per protesta e mi sono fermato solo dopo la promessa arrivata, tramite la presidenza dell’Ars, di un pronto interessamento del governo alla questione, che sinceramente non mi pare d’aver visto. Ma io non mi fermo finché questa vicenda non avrà soluzione. I nostri ragazzi hanno diritto a scuole degne di questo nome e al momento, mi dispiace dirlo, tante non lo sono”.

