Salute

Intossicati da botulino dopo il cenone di Capodanno a Canicattì, due 50enni ricoverati al Sant’Elia di Caltanissetta

Redazione 3

Intossicati da botulino dopo il cenone di Capodanno a Canicattì, due 50enni ricoverati al Sant’Elia di Caltanissetta

Gio, 08/01/2026 - 16:56

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Sono ricoverati nel reparto di Neurologia dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta due dei dieci pazienti intossicati da botulino dopo il cenone di Capodanno a Canicattì. Si tratta di due cinquantenni, ancora in prognosi riservata, le cui condizioni restano gravi ma stabili. Al loro arrivo in ospedale, avvenuto tra l’1 e il 2 gennaio, i pazienti presentavano chiari sintomi neurologici della tossinfezione – visione doppia, difficoltà a parlare e respirare – preceduti da disturbi gastrointestinali come crampi addominali, vomito e diarrea. Fondamentale è stata la tempestività dei soccorsi. “Abbiamo subito individuato una sindrome neurologica acuta con interessamento dei nervi cranici – spiega il primario di Neurologia del Sant’Elia, Michele Vecchio – con sintomi che inizialmente facevano pensare a una sindrome di Miller-Fisher. A insospettirci è stato però il fatto che i due pazienti fossero arrivati a poche ore di distanza l’uno dall’altro”. “Allargando l’indagine – aggiunge Vecchio – abbiamo verificato la presenza di altri otto casi nei pronto soccorso di Agrigento e Canicattì. Un quadro che ha immediatamente fatto scattare l’ipotesi di un’intossicazione da tossina botulinica e l’attivazione del protocollo nazionale». Grazie alla segnalazione al centro Antiveleni di Pavia e all’Istituto Superiore di Sanità, è stato inviato d’urgenza da Catania il siero con anticorpi antitossina botulinica, somministrato a uno dei due pazienti che non aveva risposto alle terapie tradizionali. Non è ancora stato individuato con certezza l’alimento responsabile. “Tra i cibi sospetti – riferisce il primario – secondo quanto riportato dai familiari, ci sarebbero tartine a base di sgombro consumate durante la festa, ma gli accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria sono ancora in corso”. (ANSA).

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