Italia Nostra Sicilia interviene in merito al ciclone Harry e lancia un appello al Governo nazionale.
Il ciclone Harry si è abbattuto inesorabilmente sulle coste siciliane, luoghi emblematici delle ambiguità e delle contraddizioni che da tempo caratterizzano le politiche di gestione del territorio nell’Isola. Le intense mareggiate dei giorni scorsi hanno provocato crolli, allagamenti e la distruzione di tratti di litorale già fortemente compromessi. Sono state devastate infrastrutture, abitazioni e attività economiche e produttive. Possiamo affermare che si tratta, di danni, in un certo qual modo, prevedibili, aggravati dalla progressiva distruzione degli ecosistemi costieri, dei sistemi dunali e dall’occupazione indiscriminata delle fasce costiere in cui, nel corso degli anni, sono state realizzate costruzioni di ogni genere. La devastazione determinata dal ciclone Harry non può essere considerata un’emergenza inaspettata e imprevedibile: essa è indubbiamente il risultato di decenni di mancato rispetto delle leggi, di totale assenza o insufficiente programmazione e prevenzione, in un contesto in cui i cambiamenti climatici in atto amplificano l’energia e l’intensità dei fenomeni meteomarini. In Sicilia, condoni e abusivismo hanno alimentato false sicurezze, producendo conseguenze che oggi si manifestano con tutta la loro gravità. Le scelte politiche compiute nel tempo, a livello regionale e nazionale, evidenziano criticità e responsabilità diffuse che richiedono oggi una seria e condivisa assunzione di impegno per un cambio di rotta. Pertanto, ancora una volta, ribadiamo la necessità di programmare e pianificare con urgenza gli interventi di tutela e salvaguardia del territorio; dismettere e decostruire tutto ciò che può e deve essere rimosso; bloccare il consumo di suolo e nuove edificazioni lungo le coste; attuare efficaci politiche di mitigazione e adattamento per contrastare gli effetti del cambiamento climatico; programmare e realizzare interventi di rinaturalizzazione dei litorali e di ripristino degli ecosistemi costieri e dei sistemi dunali. È indispensabile ripensare, con coraggio, forza e immaginazione, il modo di abitare i nostri territori: dalle spiagge e dalle zone costiere fino all’interno dell’Isola, lungo torrenti, colline e montagne.
Italia Nostra Sicilia, a seguito delle devastazioni provocate dal ciclone Harry, che ha colpito duramente le coste dell’Isola maggiore senza risparmiare le isole minori, con danni stimati complessivi già superiori ai 2 miliardi di euro tra Sicilia, Sardegna e Calabria, di cui oltre 1 miliardo in Sicilia, con impatti gravissimi alle infrastrutture per la mobilità (rete viaria e ferroviaria) e ai servizi essenziali, all’agricoltura (colture in serra e in campo aperto), alla pesca (imbarcazioni della piccola pesca e pescherecci distrutti), alle strutture balneari, turistico-alberghiere e ai porti turistici, nonché ai numerosi tratti costieri più esposti e fragili, esprime la più viva preoccupazione per le gravi ricadute sulla tenuta economica e sociale dell’intera Regione nel medio-lungo periodo. Tra le infrastrutture per la mobilità maggiormente colpite risultano particolarmente gravi l’interruzione della tratta ferroviaria Siracusa–Messina e di ampi tratti costieri della SS 114. Gran parte della viabilità litoranea è oggi impercorribile; frane, crolli e interruzioni delle reti di distribuzione di elettricità, acqua e gas si registrano diffusamente. Sono state distrutte o gravemente danneggiate anche le opere di protezione a mare dei tratti di costa più esposti. Nulla ha resistito alla furia del ciclone Harry, che è stato perfino in grado di scaraventare a decine di metri dai litorali massi di ragguardevoli dimensioni e peso, come documentato da numerosi servizi filmati. Alla luce della gravissima situazione venutasi a creare e delle ingentissime risorse necessarie per il ripristino delle infrastrutture viarie e ferroviarie, dei servizi, delle attività balneari, dell’agricoltura, della pesca e del turismo, Italia Nostra Sicilia rivolge alle Autorità in indirizzo l’appello a riprogrammare le somme – già in parte “distratte” da altri interventi – destinate ai primi lavori del Ponte sullo Stretto, affinché siano utilizzate prioritariamente per il ripristino di quanto danneggiato o distrutto dall’eccezionale violenza del ciclone. Oltre a città capoluogo come Messina, Catania e Siracusa, sono stati colpiti duramente molti piccoli Comuni costieri, i cui Sindaci non possono e non devono essere lasciati soli. Da un disastro di tale portata, attestato da centinaia di interventi dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, si può uscire in tempi ragionevoli solo attraverso una reale sinergia tra Stato e Regione. I Sindaci Italia Nostra Sicilia richiama inoltre il Governo nazionale alla necessità di interrompere definitivamente le politiche di sanatoria dell’abusivismo edilizio, che continuano a incentivare la cementificazione delle coste e dei territori fragili, aggravando il dissesto idrogeologico e aumentando in modo drammatico gli effetti distruttivi di eventi climatici estremi come quello appena verificatosi. Il nostro Appello va in questa direzione: mettere in sicurezza i territori, tutelare le comunità locali e destinare le risorse pubbliche alle reali priorità del Paese.

