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Cda degli Iacp siciliani, Varrica(M5S Ars): “Rappresentanti associazioni tutti vicini a FdI, è solo un caso?”

Redazione 3

Cda degli Iacp siciliani, Varrica(M5S Ars): “Rappresentanti associazioni tutti vicini a FdI, è solo un caso?”

Ven, 30/01/2026 - 12:00

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Palermo Tutti vicinissimi a Fratelli d’Italia, tranne uno, comunque dirigente locale di un partito di centrodestra. Sono i rappresentanti delle associazioni degli inquilini componenti i Cda degli Iacp di Palermo, Messina, Acireale, Caltanissetta e Trapani, nominati con decreti firmati dal presidente della Regione Schifani su indicazione dell’assessore alle Infrastrutture, il meloniano Alessandro Aricò. Solo un caso? Forse, ma il sospetto che non possa essere così è fortissimo e ha spinto il deputato regionale M5S Adriano Varrica a cercare di fare luce sulla vicenda, depositando un’interrogazione all’Ars diretta ad Aricò che avrebbe dovuto indicarli sulla base di una terna proposta dalle associazioni degli assegnatari di alloggi economici e popolari più rappresentative.
“Con una serie di decreti del Presidente della Regione, tutti datati 14 gennaio 2026 – spiega Varrica – sono stati nominati i nuovi Consigli di amministrazione degli Istituti autonomi case popolari. In base alla normativa vigente, uno dei tre componenti di ciascun Cda deve rappresentare le associazioni degli assegnatari di alloggi economici e popolari, a garanzia della rappresentanza del punto di vista degli inquilini e dei territori. Dai decreti, si legge genericamente che le associazioni sarebbero state ‘interpellate’, ma non viene chiarito con quali modalità, con quali tempi e soprattutto quali terne siano state effettivamente proposte”.
“Quello che è emerso da una nostra semplice verifica – continua il deputato – è che i soggetti scelti dall’assessore Aricò sembrano essere tutti dirigenti o esponenti locali di Fratelli d’Italia, o, comunque, persone che manifestano apertamente la loro vicinanza al partito dell’assessore”.
Secondo il deputato, la nomina del rappresentante degli inquilini non può trasformarsi in una spartizione politica: “La ratio della legge – dice – è chiara: quel componente deve portare nella governance degli Iacp la voce dei fruitori del servizio, non rappresentare il governo regionale, ruolo già garantito dalle altre due nomine dei componenti del Cda, scelti e nominati dalla giunta. Qui invece si ha l’impressione che si stia privilegiando una logica di appartenenza a una logica di garanzia”.
Nell’interrogazione Varrica chiede ad Aricò di chiarire quali associazioni siano state coinvolte, quali terne siano state trasmesse e quali criteri abbiano portato alla scelta finale.

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