Il 13 gennaio alle ore 19.30, nella splendida cornice del Teatro Regina Margherita, l’Associazione Watanka! presenta lo spettacolo conclusivo del progetto “3-2-1 Interazione” realizzato nell’ambito del Bilancio Partecipativo 2025: un evento speciale che porta sul palco un tema attualissimo, la diversità come ricchezza. Watanka! aps nasce nel 2019 con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa nei quartieri più fragili e dimenticati del territorio. Da sempre lavora dove il bisogno è più forte, costruendo percorsi educativi, creativi e inclusivi per bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità. Negli anni l’associazione ha accolto e valorizzato diverse forme di diversità: culturale, linguistica, sociale. Oggi, con l’ingresso di professioniste esperte nel lavoro con bambini con disabilità e autismo, lo sguardo si è ampliato ulteriormente, dando vita a un progetto che unisce teatro, corpo e inclusione.“3-2-1 Interazione” è un laboratorio teatrale non verbale, dove il linguaggio non è fatto di parole ma di movimento, espressione e presenza.

Ogni bambino partecipa con il proprio modo di comunicare, senza barriere, senza etichette, trovando nello spazio scenico un luogo sicuro in cui esprimersi ed essere riconosciuto. Lo spettacolo del 13 gennaio rappresenta il momento finale di questo percorso: non solo una restituzione artistica, ma una testimonianza viva di come l’incontro tra differenze possa generare bellezza, relazione e comunità. L’ingresso è libero e gratuito. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare per condividere un’esperienza che parla di futuro, inclusione e possibilità. In un tempo in cui sempre più spesso la diversità viene vissuta con paura, distanza o persino aggressività, questo spettacolo vuole offrire un’occasione diversa: fermarsi, osservare, comprendere. Per questo la visione è fortemente consigliata a bambini e ragazzi, perché attraverso il linguaggio del teatro e del corpo possono avvicinarsi alla diversità in modo naturale, empatico e non giudicante. Accompagnare i più giovani a questo spettacolo significa seminare consapevolezza, aiutandoli a trasformare la paura in curiosità, e la distanza in possibilità di incontro.

