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Operazione antidroga dei Carabinieri: 10 arresti tra Caltanissetta, Gela e Siracusa. Coinvolti anche minori e tassi usurari agli acquirenti

Redazione

Operazione antidroga dei Carabinieri: 10 arresti tra Caltanissetta, Gela e Siracusa. Coinvolti anche minori e tassi usurari agli acquirenti

Gio, 12/06/2025 - 11:34

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Nella notte, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Caltanissetta, coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia nissena, hanno eseguito dieci arresti nelle province di Caltanissetta, Gela e Siracusa. L’operazione, ancora nella fase delle indagini preliminari, ha visto il supporto operativo dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sicilia e del Nucleo Cinofili di Palermo.

Le persone finite in custodia cautelare sono ritenute, a vario titolo, coinvolte in un’organizzazione criminale dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo di Caltanissetta, hanno fatto emergere gravi indizi in merito all’esistenza di un sodalizio strutturato e ben organizzato, attivo tra maggio e settembre del 2023.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo avrebbe acquistato ingenti quantità di hashish da fornitori di Gela per poi immetterle sul mercato nisseno. Lo stupefacente veniva stoccato, custodito e successivamente trasportato verso diverse piazze di spaccio, dove altri membri dell’organizzazione curavano il confezionamento e la vendita al dettaglio.

Dalle indagini è emerso che l’attività illecita sarebbe stata condotta, in alcuni casi, con atteggiamenti violenti e minacciosi, senza alcuna considerazione per l’età degli acquirenti, tra cui anche minorenni. Il volume d’affari stimato si aggira intorno ai 200.000 euro, con profitti giornalieri pari a circa 800 euro.

Emblematico il caso di uno degli indagati che, temendo di essere sotto indagine, aveva cercato di giustificare la propria posizione dichiarando di aver lavorato come bracciante agricolo. Tuttavia, lo stesso avrebbe poi confidato di essere tornato rapidamente allo spaccio, definendolo un’attività «più redditizia e meno faticosa», in grado di fruttargli quasi 1.000 euro al giorno, contro gli 80 euro giornalieri del lavoro nei campi.

L’indagine ha anche fatto emergere episodi di usura nei confronti degli assuntori insolventi, costretti a versare interessi giornalieri pari a 20 euro per ogni ritardo nel pagamento della droga.

Infine, due degli arrestati, ritenuti fornitori abituali del gruppo, sono stati accusati di aver favorito Cosa Nostra, in particolare la famiglia mafiosa dei Rinzivillo. Il giudice per le indagini preliminari ha infatti riconosciuto per loro l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.

Il procedimento è ancora nella fase preliminare e, pertanto, tutti gli indagati devono considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.

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