Salute

Capitano della Guardia di Finanza nisseno a processo per violenza sessuale su una sua allieva alla Scuola Ispettori a L’Aquila

Redazione

Capitano della Guardia di Finanza nisseno a processo per violenza sessuale su una sua allieva alla Scuola Ispettori a L’Aquila

Dom, 08/06/2025 - 18:23

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La procura dell’Aquila ha chiuso le indagini a carico del capitano A.P., 32enne originario di Caltanissetta, in servizio presso la Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza. L’ufficiale è accusato di violenza sessuale e lesioni ai danni di una giovane allieva, una finanziera 24enne di Taranto. I fatti risalgono alla primavera del 2023, quando la ragazza si era recata nell’abitazione dell’ufficiale per conoscere l’esito di alcuni test. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il capitano l’avrebbe costretta a subire baci, abbracci e palpeggiamenti contro la sua volontà, toccandole anche le parti intime e ignorando i suoi ripetuti rifiuti. Solo approfittando di una telefonata ricevuta dall’ufficiale, la giovane era riuscita a fuggire e successivamente aveva denunciato l’accaduto confidandosi con colleghe e familiari, ricevendo anche supporto psicologico da alcune marescialle.

Le indagini, coordinate dal Gruppo Codici della Procura dell’Aquila e condotte con la collaborazione di Carabinieri e polizia, hanno portato a perquisizioni nella caserma e al sequestro del cellulare dell’indagato, dove sarebbero state trovate chat con contenuti sessisti rivolti alle allieve. Altri tre ufficiali erano stati indagati per presunti maltrattamenti e omessa denuncia, ma per loro è stata avanzata richiesta di archiviazione e le loro posizioni sono state stralciate. Il capitano, nel frattempo, è stato trasferito in una sede nel Nord Italia, verosimilmente per evitare contatti con la vittima o influenze sul procedimento. Ora la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i reati contestati, e il processo è pronto a partire. In caso di condanna, le pene per i reati ipotizzati sono molto severe.

Il caso ha destato scalpore poiché coinvolge una scuola di formazione militare considerata d’eccellenza e ha messo in luce il problema degli abusi di potere in contesti gerarchici rigidi, sottolineando l’urgenza di garantire più tutele alle allieve che si trovano in situazioni di vulnerabilità.

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