È stato presentato a Caltanissetta il nuovo numero della Rivista di Studi Storici Siciliani, monografico interamente dedicato agli anni cruciali della storia isolana compresi tra il 1943 e il 1947. Un quinquennio segnato da profondi cambiamenti sociali, politici e culturali, in cui la Sicilia fu teatro di eventi determinanti per la transizione democratica italiana e per la conquista dello Statuto autonomo. Alla base del lavoro, curato da Marcello Saija e Gero Di Francesco, c’è una ricerca rigorosa che intreccia fonti documentali, testimonianze e analisi storiografiche per ricostruire i momenti più significativi di quella stagione di fermento: dalle lotte contadine alle stragi, dai primi movimenti separatisti fino all’approvazione dello Statuto speciale.
Nel corso della presentazione sono intervenuti Gero Di Francesco, condirettore della rivista, la storica e giornalista Fiorella Falci, i professori Filippo Falcone e Sonia Zaccaria del comitato di redazione. Le conclusioni sono state affidate a Marcello Saija, docente universitario e anch’egli condirettore della rivista. A moderare con competenza l’incontro è stato l’avvocato Sergio Iacona, che ha sottolineato con forza il valore della memoria storica e l’importanza di conoscere e studiare il passato per interpretare il presente.
L’iniziativa ha visto anche la partecipazione degli studiosi Giuseppe Astuto e Giuseppe Speciale, docenti dell’Università di Catania, di Francesco Paolo Giordano, direttore del Comitato catanese dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, e di Domenico Palermo, profondo conoscitore del territorio siciliano. Il dibattito ha messo in luce la necessità di approfondire una fase storica spesso trascurata ma determinante nella costruzione dell’identità democratica siciliana.
Tra i temi approfonditi nel volume, particolare rilievo è stato dato alla tragedia ferroviaria di Xirbi del marzo 1943 – che causò un alto numero di vittime tra i militari in transito – e alla strage di Portella della Ginestra del 1° maggio 1947, tragico episodio simbolo delle tensioni tra rivendicazioni sociali, lotte contadine e criminalità organizzata.
Il numero monografico rappresenta un importante strumento di riflessione collettiva e di approfondimento culturale, che si propone di restituire centralità ai protagonisti dimenticati della storia e di illuminare con consapevolezza le radici complesse della Sicilia contemporanea.

