La città di Caltanissetta custodisce gelosamente simboli storici e artistici che rappresentano un motivo di orgoglio e identità per la comunità. Tra questi, la statua del Redentore che svetta sul monte San Giuliano, l’abbazia di Santo Spirito, la cattedrale di Santa Maria la Nova e le chiese del centro storico. Ma nell’immaginario collettivo dei nisseni non si può certo dimenticare la fontana del Tritone, opera dello scultore nisseno Michele Tripisciano, vero e proprio emblema nel cuore della città.
La realizzazione della fontana risale al 1890, su disegno dell’architetto Gaetano Averna e con la statua in bronzo scolpita da Tripisciano. Inizialmente collocata all’interno del Palazzo del Carmine, venne trasferita nella sua posizione attuale, in piazza Garibaldi, nel 1956, sostituendo un antico lampione in ferro battuto. L’opera rappresenta il dio Tritone, figura mitologica marina, mentre soffia in una conchiglia: un richiamo simbolico alla forza vitale dell’acqua e alle radici mitologiche della Sicilia.

Purtroppo, proprio questo monumento, tanto amato dai cittadini, è oggi al centro dell’attenzione per il suo stato di abbandono. Le immagini e le segnalazioni che circolano sui social e nelle redazioni locali raccontano di una fontana trasformata in discarica a cielo aperto: l’assenza d’acqua la rende ancora più simile a un deposito di rifiuti, alimentando la percezione di incuria.
Il decoro urbano – uno degli indicatori presi in considerazione nelle classifiche nazionali che da anni vedono Caltanissetta in fondo – sembra essere un nodo dolente. In questo contesto, la fontana del Tritone diventa simbolo di una lotta tra sensibilità civica e degrado. Le amministrazioni che si sono succedute, compresa quella attuale guidata dal sindaco Tesauro, hanno più volte provveduto a interventi di pulizia, ma la situazione si ripete ciclicamente, segno di un problema che va oltre la manutenzione ordinaria: la mancanza di rispetto per i beni comuni e per la storia stessa della città.
A fare il punto sulle condizioni della fontana è stato l’assessore ai Lavori pubblici, Calogero Adornetto, che ha spiegato le criticità tecniche e gli interventi in corso. «La fontana – ha detto – mai manutentata come si deve, presenta due problemi: uno legato ai motori e alle tubazioni di ricircolo dell’acqua, l’altro, più importante, all’impermeabilizzazione interna».

Il primo problema è già stato risolto: «Abbiamo acquistato un nuovo motore, lo abbiamo montato e ripristinato tutte le tubazioni. Durante la Settimana Santa non volevamo che la fontana restasse vuota, per cui, pur sapendo della perdita, l’abbiamo riempita con circa 60mila litri di acqua».
Ora l’obiettivo è l’impermeabilizzazione definitiva: «Ho chiesto che questi lavori siano eseguiti da una ditta specializzata. Siamo in attesa dei preventivi e, una volta ricevuti, daremo il via a un intervento che sarà relativamente breve», ha concluso Adornetto.
Una sfida che va oltre la semplice manutenzione: restituire dignità e decoro a un simbolo della città, ma anche riaccendere nei cittadini il senso di appartenenza e rispetto per la loro storia.

