Prima ha sporcato i muri dell’abitazione di una donna, poi ha appiccato un incendio all’esterno della stessa casa, infine ne ha bruciato l’auto per costringerla a dare il via libera a una relazione con la nipote, seppur da quest’ultima non gradita: i carabinieri della Compagnia di Modica e della Stazione di Pozzallo hanno arrestato nei giorni scorsi in flagranza di reato un 61enne modicano, divorziato, commerciante, pluripregiudicato e, tra l’altro, gravato attualmente dal divieto di avvicinamento ad altra persona.
L’uomo ha minacciato la vita di due donne, zia e nipote: una 54enne residente nella citta’ di Pozzallo, ma originaria del Sudamerica, si era resa conto il 30 maggio scorso, dopo aver sentito un boato, che la sua autovettura era in fiamme e ha denunciato ai carabinieri una successione di persecuzioni. All’uomo i militari sono giunti attraverso le immagini della videosorveglianza nella zona.
Tre giorni prima c’era stato un incendio all’ingresso dell’abitazione della donna. L’uomo aveva tentato di instaurare una relazione morbosa con la nipote della, una giovane 25enne, anch’essa di origine sudamericana che nel novembre scorso lo aveva gia’ denunciato: ne era conseguito un divieto di avvicinamento, mai rispettato. La giovane, rassegnata, aveva rimesso la querela nel marzo scorso sperando che l’uomo rinunciasse a tormentarla. Al contrario le intimidazioni sono diventate routine: lui ha iniziato ad attendere la giovane presso il luogo di lavoro e la sua abitazione, nel tentativo di invitarla a trascorrere del tempo insieme.
La zia, notato che la figlia non usciva piu’ di casa, si e’ opposta alle prevaricazioni, entrando cosi’ nel mirino dell’uomo. Ricostruito dagli investigatori il quadro, per lui sono scattati gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. “Il fenomeno della violenza ai danni delle donne, divenuto tristemente notizia all’ordine del giorno – spiegano i militari – rappresentando un’emergenza di carattere nazionale, richiede una massiccia presenza delle varie articolazioni dell’Arma sul territorio, al fine di cogliere qualsivoglia tipologia di intimidazione, attuata sia nella quotidianita’ che a mezzo di strumenti virtuali, al fine di poter agire con le tempistiche adatte e tali da consentire la tutela dell’incolumita’ delle vittime, come in questo caso e’ stato pienamente realizzato dai militari dell’Arma di Modica”.

