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In quell’altro monte “Pulizzeddu” (di Salvatore Vaccaro)

Redazione

In quell’altro monte “Pulizzeddu” (di Salvatore Vaccaro)

Mar, 28/05/2024 - 15:51

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Cento anni fa, nel nome di “Polizzello”, vi furono degli scrittori, con il Sorge, S. Raccuglia, gli archeologi R. Carta, P. Orsi e E. Gabriel, e, dopo, con quelli più recenti, come da D. Palermo e R. Panvini, dove aver disposto di una campagna di scavi, in cui vi sono stati scoperti delle necropoli, delle grotte, e, soprattutto, con dei sacelli sulle acropoli, definendolo come il santuario sicano dei luoghi sacri nel periodo di 2700 anni fa. Tutti immaginarono allora, come adesso, che “Polizzello” fosse, primo e unico, sulla MONTAGNA (877 m), ma, in effetti, su quelle cartine, nonché su altri elementi, che il nome nacque da un altro “MONTE POLIZZELLO”, o Pulizzeddu, e che si trova proprio in basso, a circa quattro chilometri (!), nella zona di Mappa, e, lì, vicino al “Monte Castellaccio”, o di Castiddazzu, quasi di fronte nella “Rocca Edera”. Anche se tutti penserebbero che “Polizzello” fosse nella zona di “Ciensu” e della “Contrada Giovannello” (650m), dove c’erano piccole case e delle abitazioni, ed ora molto abbandonate… Mentre, diverse volte, che “Monte Polizzello”, di laggiù, tutti non sanno cos’è, ed, in particolare, di alcuni anziani lo chiamano “ddu pulizzeddu”, da cui si vedono a sinistra la nostra Contrada Bragamé e l’altra dell’Edera, e, a destra, c’è la Contrada e il Cozzo Mandra di Piano. Ho visto, pure lì vicino, che, su quel “Monte Polizzello” (617m), in cui, ogni anno, i contadini, o gli agricoltori, seminano e raccolgano il loro frumento sul “munticeddu” da almeno cento anni… E da quattro/cinque secoli fa, in quel territorio non c’era ancora la “Mappa”, e, invece, vi esisteva solo una “Contrada Polizzello”, dove, nel periodo dell’estate, vi abitarono dei baroni su quel “Monte”. In quel tempo, al di là dei secoli precedenti, vi iniziarono il Barone Inguaggiato Polizzello di Petralia, all’incirca tra il 1500/1650, ed il Barone Rampolla Polizzello di Petralia, tra 1680/1740. Solo alla fine del ‘700, dal Principe Lanza di Trabia, vi furono costruire un’altra casa rustica, che, oggi, lo abbiamo rivisto e ricostruito all’interno dal loro “scudo del leone rampante”, nella zona dalla “Montagna” e vicinissimo dalla “Contrada Giovannello”. Abbiamo, anche, una pianta topografica dall’agrimensore di Francesco Vaccaro, nel periodo del 1840, e si vede che il “Polizzello” comprendeva un territorio di 1332 salme (cioè 4.530 ettari!), come dire qualcosa enorme di alcuni secoli fa. Sono comunque convinto, oltre a quella “casa colonica” del Barone Inguaggiato, che ci troveremo di quel “Monte” da una antica abitazione, oppure di una “Villa”?! Sarebbe eccezionale se arrivasse un nostro archeologo e, magari, dalla nostra Sopraintendenza? Entrarci dentro avremo, soprattutto, la possibilità di quel nome!? Della grande “Montagna”, con quella di “Ciensu”, il suo nome antico non era di “Polizzello”, ma fosse di “Onface” dei sicani! “Pulizzeddu” non ha niente a che vedere né con “Polis Eizelos” greco siracusano o, nemmeno, di “Polizelo” dal tiranno di Gela nel 476 a.C., in cui, prima, vi fu immaginato qualcosa. Ma, adesso, è solo un nome posteriore e, probabilmente, ritenuto ad un borgo di epoca romana, o bizantina, che non poteva sorgere nei pressi della Montagna, ma giù, a sud, in quella contrada di Mappa nel “Monte Pulizzeddu”, dove possiamo rivedere quelle pietre, sulle rocce e di alcuni elementi molto strani nonché di qualche ambiente… e mi viene in mente che, forse, si potrebbe trovare un pezzo di quel nome “Polis” e “Domus” di quella origine dei romani!? Chissà. ( prof. Salvatore Vaccaro)