Travolto dalle polemiche per un presunto flop dell’evento che stava curando, si è tolto la vita. Sono i familiari dell’imprenditore, Alberto Re, responsabile delle Pubbliche relazioni della 43^ edizione del festival “Paladino d’Oro”, che si sta svolgendo per la prima volta ad AGRIGENTO, a legare le due circostanze puntando il dito, in una lettera aperta, contro l’accanimento dei social. Nei giorni scorsi, infatti, le critiche erano esplose incontrollate sul web in seguito ad alcune foto del teatro Pirandello vuoto durante la serata del primo giorno del festival. “Alberto Re – scrivono i familiari – non amava infingimenti, ha fatto del garbo il suo stile di vita. Noi ci teniamo, perché siamo la sua famiglia, a raccontarlo per quell’uomo che mai si è sottratto alla onestà intellettuale e che sempre ha sorriso alle storture che possono capitare. Fino a qualche giorno fa. Poi l’onta che sale e che scalfisce, che non arretra e che violenta verbalmente una persona, ha consumato il vero danno. Lui, che era un moderatore, che amava la pace, donandola, ha combattuto con gentilezza quell’ingrato giudizio sommario, senza alcun fondamento, che lo ha reso fragile. Alberto amava scherzare, conosceva la delicatezza della sua amata AGRIGENTO, voleva contribuire ad elevarne il dibattito culturale, non gli è stato concesso, sui social viaggiano sentenze di condanna senza nemmeno il capo di imputazione”. La famiglia dell’imprenditore, il responsabile delle Pubbliche relazioni dell’iniziativa, conclude la lettera con un appello affinché si apra “una riflessione su quello che è accaduto”, perché “mai più ci si scaraventi contro un uomo con tale veemenza”.
“Siamo sconvolti e attoniti per la perdita di un grande uomo e un professionista esemplare come Alberto Re”, sono invece le parole del direttore artistico dello Sport film festival, Roberto Oddo, commentando la notizia della scomparsa di “Alberto Re, il primo fra tutti che ha voluto portare lo Sportfilmfestival ad AGRIGENTO perché fermamente convinto della promozione internazionale che avrebbe garantito alla città questa kermesse, anche in vista di AGRIGENTO Capitale della Cultura 2025. Perdiamo un galantuomo, un uomo perbene, di grande sensibilità e acume intellettuale. Ci stringiamo attorno alla famiglia in questo momento di profondo dolore. La kermesse continuerà a svolgersi secondo il programma previsto perché siamo convinti che lui avrebbe voluto cosi e continueremo l’evento nel suo nome e nel suo desidero di promuovere AGRIGENTO in tutte le nazioni presenti al festival”, conclude Oddo. Sulla vicenda sono intervenuti anche i familiari di Vito Maggio, l’ideatore nel 1979 del Paladino d’oro, il più antico festival di cinema sportivo: “La famiglia vuole prendere le distanze da questo tragico epilogo e sganciare del tutto il ricordo del fondatore della rassegna, Vito Maggio”.

