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Caltanissetta, SIULP: “al centro Pian del Lago troppi pedoni investiti. Da 20 anni aspettiamo un collegamento bus”

Redazione 2

Caltanissetta, SIULP: “al centro Pian del Lago troppi pedoni investiti. Da 20 anni aspettiamo un collegamento bus”

Ven, 09/06/2023 - 10:25

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Il Segretario Aggiunto Massimiliano Occhipinti, a nome del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia SIULP ha voluto mettere in evidenza i disagi e le problematiche che si riscontrano nel Centro Polifunzionale di Pian Del Lago presente da oltre 20 anni nella nostra città ma privo di un qualsiasi collegamento con la città o con la rete ferroviaria. Un disagio che porta chiunque militi attorno al Centro che, nel tempo ha subito diverse trasformazioni, legate alle più svariate esigenze dei tempi, ma innanzitutto ha sempre dovuto soddisfare la primaria funzione di accogliere tanti stranieri che a seguito del dilagare del fenomeno dell’immigrazione sono approdati nelle coste del nostro Paese.

Il sindacato non vuole soffermarsi sulle scelte del fenomeno che ogni anno spinge migliaia di esseri umani a sfidare il destino, pur di realizzare un sogno, oppure di sfuggire ad una tremenda realtà, e ha abituato la società industrializzata ad assistere ad una lunghissima scia di morti.

La criticità sollevata è quella della localizzazione della struttura nissena che, nonostante abbia subito radicali cambiamenti e si sia ampliato nei servizi offerti e nelle infrastrutture, è sempre rimasto isolato ai margini della nostra città, generando grandi criticità nell’apparato dell’accoglienza.

All’interno di detta struttura, è presente un centro per rimpatri (C.P.R.) ed un centro di accoglienza per richiedenti protezione internazionale (C.A.R.A.) dove attualmente vengono ospitati 450 stranieri, ai quali nei prossimi mesi ne verranno aggiunti altri 120 circa.

Inoltre sono ubicati alcuni Uffici della Questura, quali l’Ufficio Immigrazione e, da qualche mese anche gli Uffici del Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica.

“Ad avviso di questa organizzazione sindacale – scrive -, tra le criticità del centro risalta la mancanza totale di ogni forma di collegamento con la città, nonché con il polo ferroviario e con il terminal autobus extraurbani.

Ad oggi dopo tanto tempo, nessuno ha mai considerato di valutare l’opportunità di fornire Pian del Lago di un collegamento urbano con la città, che consenta a chiunque (cittadini, avvocati, mediatori culturali, lavoratori dell’ente gestore, forze dell’ordine, donne e bambini), di raggiungere il sito o viceversa tornare in città, togliendolo dall’attuale isolamento.

Questo comporta che tutto il bacino di utenza che gravita attorno all’accoglienza, si trova costretto ad improvvisare una forma di collegamento.

Da qui assistiamo quotidianamente ad ogni ora del giorno o peggio ancora della notte, ad un enorme viatico di esseri umani, che percorre la strada di collegamento principale, camminando ai margini della stessa, senza marciapiedi, senza illuminazione o altra forma di salvaguardia.

La situazione si aggrava ulteriormente quando alcuni di loro cercano di percorrere improvvisate scorciatoie, costituite dalla linea ferrata, oppure dalla carreggiata della S.S. 640.

Nell’arco di questi anni abbiamo registrato numerosi incidenti stradali e ferroviari, in uno dei quali ha perso la vita un cittadino straniero. Da ultimo, qualche mese addietro, sempre nel medesimo tratto di strada, un giovane straniero, purtroppo è stato investito da un operatore di polizia che si stava recando al lavoro a bordo della propria autovettura.

Molti fruitori di questo viatico della speranza o meglio definito della disperazione, sono soliti camminare affiancati e non in fila indiana, aumentando in modo esponenziale il rischio di rimanere vittime di incidenti stradali.

Altri ancora percorrono le strade a bordo di biciclette prive di luci o di altri sistemi di segnalamento.

Potremmo continuare ancora nella lunga lista di inefficienze che caratterizzano il problema, ma volendo arrivare al nocciolo della situazione, ci poniamo un interrogativo, quanti altri incidenti dobbiamo registrare per vedere realizzato un collegamento di bus urbano che dalla città si spinga sino alle porte del centro di accoglienza?

Prendendo spunto dal servizio già attuato in tempi passati (quando il mercato settimanale si svolgeva nello spazio antistante lo stadio Marco Tomaselli), ricordiamo che la fattibilità di un collegamento urbano è stato già garantito alla collettività.

Il nostro appello alle autorità preposte vuole stimolare un momento di valutazione su un’emergenza impellente, alla luce anche dell’imminente aumento della capienza del centro che porterà certamente ad un incremento del problema.

Concludendo, questa organizzazione sindacale ritiene di notevole importanza gli interventi suggeriti al fine di tutelare l’incolumità delle persone che quotidianamente percorrono l’arteria che collega la città con il centro, ma anche per una questione di sicurezza pubblica.

Si segnala, altresì, che ogni qualvolta si verifica un incidente stradale che coinvolge un cittadino straniero, all’interno del centro di accoglienza, si registrano stati di agitazione che spesso costituiscono la stura per proteste o peggio ancora tumulti che mettono a repentaglio la gestione dell’ordine pubblico del sito, con l’inevitabile ricaduta anche sull’incolumità delle figure professionali che operano al suo interno”.

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