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Possibili oceani sulle 4 lune più grandi di Urano. Lo indica una nuova analisi dei dati di Voyager 2

Redazione

Possibili oceani sulle 4 lune più grandi di Urano. Lo indica una nuova analisi dei dati di Voyager 2

Ven, 05/05/2023 - 19:06

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Delle 27 lune di Urano, ben QUATTRO (le più grandi) potrebbero ospitare oceani profondi decine di chilometri sotto la loro superficie ghiacciata: sono Ariel, Umbriel, Titania e Oberon. Lo indica lo studio della Nasa basato su una nuova analisi dei dati raccolti dalla missione Voyager 2 negli anni Ottanta e su nuovi modelli informatici.

I risultati sono pubblicati su Journal of Geophysical Research-Planets sotto il coordinamento del Jet Propulsion Laboratory della Nasa e con il coinvolgimento del Massachusetts Institute of Technology. Lo studio ha riesaminato i dati raccolti da Voyager 2 nei suoi passaggi ravvicinati ad Urano e quelli raccolti attraverso osservazioni da Terra.

I ricercatori hanno dunque sviluppato modelli informatici tenendo conto anche dei risultati ottenuti da altre missioni (Galileo, Cassini, Dawn e New Horizons) che hanno portato alla scoperta di oceani su altri corpi celesti. Grazie a questi modelli, è stata determinata la porosità della superficie delle lune di Urano, scoprendo che potrebbe trattenere il calore interno necessario per ospitare un oceano.

Inoltre è stata trovata una potenziale fonte di calore nel mantello roccioso delle lune, che rilascia liquido caldo e potrebbe contribuire a mantenere temperature sufficienti per avere potenziali condizioni di abitabilità: questo scenario sembra plausibile soprattutto per Titania e Oberon. Inoltre, analizzando la composizione degli oceani, i ricercatori possono ricavare ulteriori dettagli sui materiali presenti sulla superficie ghiacciata delle lune: il loro profilo chimico, infatti, è collegato alle sostanze che provengono dagli strati sottostanti e che vengono portati in superficie dall’attività geologica.

Dai dati dei telescopi a terra emerge che almeno una delle lune di Urano, Ariel, presenta materiale che è traboccato in superficie in tempi relativamente recenti, forse eruttato da un criovulcano. Lo studio indica infine la presenza abbondante di cloruri e ammoniaca negli oceani delle lune: tali sostanze, specie l’ammoniaca, potrebbero agire come un sorta di antigelo.