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Gran Bretagna, Boris Johnson si dimette: parte la corsa alla leadership dei conservatori

Redazione 2

Gran Bretagna, Boris Johnson si dimette: parte la corsa alla leadership dei conservatori

Gio, 07/07/2022 - 16:29

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Dopo giorni di tensioni, Boris Johnson ha dovuto infine cedere alle pressioni montanti da parte del Partito conservatore e dei componenti del suo stesso governo, annunciando l’intenzione di rassegnare le dimissioni da primo ministro del Regno Unito.

In conferenza stampa all’esterno della residenza di Downing Street, Johnson ha parlato della “chiara volonta'” dei Conservatori di scegliere un nuovo leader e di conseguenza un nuovo premier. Il capo del governo uscente intende pero’ continuare a servire il Paese, finche’ “un nuovo leader non sara’ in carica”. “Ho concordato con Graham Brady (presidente del Comitato del 1922), che il processo di scelta del nuovo leader dovrebbe iniziare ora e il calendario sara’ annunciato la prossima settimana”, ha chiarito Johnson.

“E oggi ho nominato un gabinetto per servire il Paese, poiche’ continuero’ a farlo, finche’ non sara’ insediato un nuovo leader”, ha aggiunto Johnson.

Il premier non lascia dunque l’incarico immediatamente, ma provera’ a restare alla guida del Regno Unito almeno fino all’autunno, una scelta che non e’ stata accolta con entusiasmo nel Paese, a cominciare dalle fila dei Tories. Il vicepresidente del Comitato dei parlamentari conservatori del 1922, Nus Ghani, ha chiesto la sostituzione immediata di Johnson con l’attuale vicepremier e ministro della Giustizia, Dominic Raab.

Il quotidiano “The Telegraph” ha invece rivelato che il presidente del Comitato 1922, Graham Brady, non avrebbe concordato sull’idea che Johnson mantenesse l’incarico fino a ottobre, durante l’incontro avuto con il premier britannico in mattinata. Questa indiscrezione andrebbe a smentire quanto dichiarato dallo stesso primo ministro in conferenza stampa, aggiungendo un ulteriore capitolo a una saga di ambiguita’ e piu’ o meno evidenti bugie che hanno portato alla sfiducia dei Tories e dei membri del governo nei confronti di Johnson.

Il Comitato 1922 avra’ del resto un peso notevole nella scelta del prossimo leader dei Conservatori e quindi del futuro premier.

L’elezione dei componenti del nuovo Comitato avverra’ lunedi’ prossimo, e gia’ nelle settimane successive dovrebbe essere deciso chi saranno i due candidati che si sfideranno per la leadership dei Tories. Secondo le stime del “Telegraph, tra fine agosto e inizio settembre potrebbe avvenire il voto sul successore di Johnson, un processo che quindi anticiperebbe di molto le scadenze ipotizzate dallo stesso premier uscente, che ha ipotizzato un passaggio di consegne nel corso del Congresso del partito conservatore del 2-5 ottobre prossimo.

Il Comitato 1922 potrebbe dunque decidere di accelerare le tempistiche e forzare una rimozione di Johnson, sempre considerando altre due variabili in ballo: la possibilita’ che il primo ministro non riesca a trovare i sostituti per gli oltre 50 tra ministri, sottosegretari e funzionari governatori che si sono dimessi nelle ultime 48 ore, o la decisione del Partito laborista di chiedere un voto di sfiducia in Parlamento. 

Se dunque il futuro di Johnson sembra segnato, non e’ ancora chiaro chi potrebbe essere il suo erede alla guida del Paese. La complicata situazione economica in cui versa il Regno Unito e’ indubbiamente un elemento deterrente per “avventure politiche” da parte di ambiziosi esponenti Conservatori, motivo per cui non sono emerse figure di spicco pronte a farsi avanti per la leadership del partito.

Secondo un sondaggio dell’agenzia YouGov, il ministro della Difesa Ben Wallace sarebbe il principale favorito a prendere il posto di Johnson alla guida dei Tories, staccando la ministra degli Esteri Liz Truss, altra potenziale candidata. Restano validi anche i nomi del cancelliere dello Scacchiere dimissionario, Rishi Sunak, e degli altri ex componenti del governo Sajid Javid, Nadhim Zahavi e Michael Gove.

Rientra nella discussione anche l’ex sfidante di Johnson alle precedenti primarie, Jeremy Hunt, la procuratrice generale Suella Braverman e Penny Mordaunt, sottosegretaria alle Politiche commerciali.

Nell’eventualita’ siano interessate, tutte queste figure dovranno concorrere alla leadership dei Conservatori presentando il sostegno di almeno otto deputati, per poi sottoporsi a un primo voto da parte dell’intero gruppo parlamentare dei Tories. Coloro che riceveranno meno di 18 voti verranno eliminati, per poi passare a una seconda fase, in cui saranno necessarie 36 preferenze per non essere scartati. Una volta eliminato uno o piu’ candidati, si proseguira’ con il voto sinche’ non ne resteranno solo due.

A quel punto si sottoporranno i due nomi al piu’ ampio pubblico degli elettori conservatori, che tramite posta potranno scegliere il nuovo leader del Partito e di conseguenza il successore di Johnson a Downing Street.

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