CAMPOFRANCO. Una pedalata lunga 1.000 km quella di Rino Virciglio e dell’amico Alberto Ercoli che, dopo una lunga traversata in bici durata cinque giorni da Roma arrivano a Campofranco, dove sono stati accolti dai familiari, amici ed alcuni miei collaboratori. Dopo averli salutati ho subito consegnato loro un dono di benvenuto: due pigne in ceramica, che sono simbolo di forza vitale e di fortuna che ci auguriamo per tutti.

La bellissima iniziativa nasce in occasione del 25esimo anniversario della morte del padre di Rino, Alfonso Virciglio, sindaco del paese dal 1972 al 1997 e al quale è dedicato lo Stadio comunale di Campofranco che proprio in questa occasione ha costituito il traguardo del loro viaggio.
Non bisogna però dimenticare il motivo principale che ha mosso tale iniziativa: la promozione della mobilità lenta, cioè lo spostamento attraverso la bici e/o la corsa e/o la camminata. La mobilità lenta migliora la qualità della vita nelle città e più in generale nelle comunità, riducendo il traffico, le emissioni di particolato e di CO2, contribuendo così al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dalle Nazioni Unite.

Con tutta l’amministrazione, la giunta e i consiglieri siamo stati felici di accogliere, sposare e condividere Il messaggio che Rino e Alberto hanno voluto lanciare: se si possono fare 1.000 km in bici da Roma a Campofranco, si possono fare 1.000 metri in bici o a piedi in città (Roma) o paese (Campofranco).
Sempre in nome della mobilità lenta Rino ha parlato, altresì, della possibilità di chiudere al traffico veicolare la Piazza Crispi tutto l’anno 24 ore su 24. È senza dubbio questa una richiesta abbastanza ardua sulla cui possibilità di realizzazione noi cercheremo discutere con gli uffici preposti valutandone l’eventuale fattibilità. A questa si aggiunge un’altra richiesta che Rino ha definito di tipo amministrativo-sportivo e cioè quella di fare dello stadio Alfonso Virciglio lo scenario di numerose iniziative locali; a tal proposito l’amministrazione si sta già muovendo per cercare di riportare in auge il calcio giocato da una squadra tutta nostra, nonché altre attività sportive.

