“Confindustria Sicilia ha espulso zero associati per aver accettato la sottomissione a Cosa nostra e certamente ha fatto tante attivita’ di training, di sponsorizzazione, di mitizzazione e poi soggetti vicini a Montante sembra abbiano tratto enorme vantaggio da questa fitta trama relazionale che poi era cristallizzata nelle famose agende di Montante, soprattutto elettroniche. Quali sono stati i risultati ottenuti dall’antimafia di Montante?”
E’ quanto ha affermato il presidente della commissione nazionale antimafia Nicola Morra, oggi a Caltanissetta in vista della sentenza sul “sistema Montante”, prevista per oggi e che vede in appello cinque imputati, tra i quali l’ex paladino dell’antimafia.
“Qualcuno – ha spiegato Morra – ha teorizzato una sorta di duplicazione di un mondo che negli anni ottanta scandalizzo’ in tanti, il mondo della loggia P2. Anche in quel caso, quante condanne ci sono state per la P2? Zero. Adesso forse avremo risultati diversi pero’ e’ giusto ricordare che sono stati tanti i soggetti che hanno asservito la loro funzione pubblica al desiderio di onnipotenza del dottor Montante almeno per quanto e’ stato stabilito nella sentenza di primo grado. Dobbiamo attendere che le sentenze divengano definitive pero’ mi e’ stato insegnato che le sentenze giudiziarie sono una cosa, le verita’ storiche sono altra cosa”.
A proposito invece della lentezza con la quale procede l’altra tranche del processo che si celebra a Caltanissetta, con il rito ordinario, in primo grado, nei confronti di 17 imputati, Morra ha detto che “e’ presumibile che la lentezza cronica e sistemica del sistema giudiziario italiano stia in qualche modo avvantaggiando gli imputati anche perche’ di recente per esempio una sentenza a Viareggio ha fatto ipotizzare che alcune lentezze del procedimento possano avvantaggiare un famoso imputato. Sappiamo tutti – ha sottolineato – che Montante non si relazionava con il pizzicagnolo oppure con il carpentiere ma con il generale dell’Arma, con il colonnello della Dia, con il procuratore capo e con il ministro”

