“Dopo le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, Scarantino non ha piu’ avuto motivo di inventare cose false”.
Lo ha affermato l’avvocato Giuseppe Panepinto, legale del poliziotto Mario Bo, nel corso della sua arringa al processo sul depistaggio delle indagini della strage di via D’Amelio che si celebra a Caltanissetta. Nel 2007 il pentito Gaspare Spatuzza aveva confessato di essere stato l’autore del furto dell’auto Fiat 126 usata per l’attentato, scagionando Scarantino e dimostrando che era un falso pentito, usato per sviare le indagini sull’attentato a Borsellino.
Proprio di questo e’ accusato Bo, insieme ai poliziotti Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo: aver indotto Vincenzo Scarantino, mediante minacce e pressioni, a rendere false dichiarazioni per depistare le indagini e fare condannare persone che non avevano nulla a che fare con la strage.
“Nell’interrogatorio del 28 settembre 2009 – continua Panepinto – Scarantino dice di non ricordare se le dichiarazioni rese fossero frutto di notizie di stampa o di suggerimenti. Nell’interrogatorio ci dice che lui comprava il quotidiano ‘Il giorno’ e l’altro detenuto il Corriere della Sera e quindi erano informati.
Lui stesso ha detto ‘ci sono tante cose che ho letto nei giornali’. Dice di non aver subito costrizioni perche’ altrimenti avrebbe reagito. Ha affermato di non avere avuto suggerimenti prima degli interrogatori. In un successivo interrogatorio dell’ottobre 2009 dice che Bo non gli aveva mai fatto promesse. Ma e’ credibile che Bo abbia indottrinato Scarantino?
Si puo’ pensare mai che uno indottrina in una vicenda cosi’ delicata?” si e’ chiesto il legale. “Questo Scarantino – ha concluso – e’ sicuramente un sempliciotto, per essere generosi. Scarantino non fu indottrinato ma fece le sue dichiarazioni sulla base di notizie giornalistiche, informazioni che sentiva negli ambienti carcerari, dalle contestazioni fatte durante i processi e durante gli interrogatori, ma anche di cose apprese nel contesto familiare. Lo stesso pm che quando fece la richiesta di archiviazione ci diceva che l’indottrinamento di Scarantino non era credibile oggi basa su questo le sue accuse”.

