Spostare “l’io al noi” è stato il filo conduttore dell’organizzazione e gestione di una splendida giornata di sole, pubblico e cultura locale.
Architettura, arte, storia e solidarietà intrecciate insieme in una giornata nella quale associazioni e istituzioni si sono unite insieme per mettersi al servizio del cittadino, fruitore di bellezza e protagonista di una città che deve sentire anche sua.
“Nessuno può raggiungere grandi obiettivi se si muove da solo” hanno commentato i promotori dell’iniziativa che hanno ringraziato, indistintamente, tutti i partecipanti.
Sull’incoraggiamento della Fidas, Legambiente e Parrocchia San Domenico hanno unito forze, competenze e idee creative la Diocesi di Caltanissetta, il Comune di Caltanissetta e Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, la Pro Loco, Tipografia Paruzzo, Rosso Melograno, Comitato di Quartiere San Francesco-Stazzone, Comitato di Quartiere Provvidenza-San Giuseppe, Comitato di Quartiere Santa Croce, Istituto Comprensivo “Vittorio Veneto”, Ambiens, UISP, US Acli, Track Club, “I Curri e Mangia”, Marathon, Molino Ferrara, Cooperativa La Salute, Sidercem, Raimondi Design, Le Officine del Dentale, Acqua e Sapone e CERF.
4 passeggiate affollate, tour podistico, istallazione di nuove opere d’arte e storia della città è stato il perfetto menù di un banchetto consumato tra i quartieri storici di Caltanissetta.
“È stato meraviglioso avere avuto il piacere di incontrare tanti concittadini e vivere insieme le varie attività sapientemente organizzate, grazie alla grande collaborazione di tutti. Questo dimostra che utilizzando questo strumento importante tutto è possibile” hanno proseguito.
I quartieri storici hanno vissuto, grazie all’impegno dei loro Comitati, il sogno di poter tornare a far pullulare di gente le loro viuzze e cortili e “togliersi di dosso quell’etichetta malsana di luoghi da evitare”. Persone curiose che avevano voglia di riscoprire un territorio e lasciare aperta la speranza di ritornare ad avere lustro e decoro.
E, per dirla con un’espressione dialettale ma comprensibile da tutti e perfettamente rappresentativa dell’invito: “Ammuttamnu tutti” se vogliamo valorizzare il territorio, farlo conoscere a chi, con i paraocchi, non va al di là del proprio portone di casa e sa solo essere un leone da tastiera che parla di “Caltatristezza” e mostrare anche all’esterno dei nostri confini comunali quante potenzialità può offrire la città a tutti i suoi abitanti a prescindere dall’età.

