Sono stati sottoscritti oggi a Palermo due protocolli di legalita’ tra le prefetture di Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta e Enna, Rete Ferroviaria Italiana e il Commissario straordinario delle opere oggetto dei protocolli, nominato con Dpcm del 16 aprile 2021.
I protocolli, predisposti in conformita’ alla delibera Cipe 62/2020, perseguono la finalita’ di realizzare, in un’ottica preventiva, un efficace contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa, oltre che la verifica della sicurezza e della regolarita’ dei cantieri di lavoro, con riferimento alle seguenti opere: realizzazione dell’elettrificazione della linea Palermo-Trapani (via Milo); realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Palermo-Catania. Nel corso dell’incontro i responsabili di Rfi hanno illustrato i dettagli dei progetti concernenti la realizzazione delle importanti opere infrastrutturali, che prevedono investimenti per oltre 6 miliardi di euro. Le previsioni pattizie estendono l’azione antimafia anche alla fase dell’esecuzione dei lavori, attraverso specifiche clausole di impegno da parte dell’affidatario a denunciare eventuali tentativi di estorsione e le cui prescrizioni sono vincolanti, oltre che per il soggetto aggiudicatore, anche, ove presente, per il gestore dell’interferenza, con trasferimento dei relativi obblighi anche a carico delle imprese appartenenti alle relative filiere e interessate a qualunque titolo alla progettazione/realizzazione dell’opera. Significativa la previsione di un’apposita banca-dati finalizzata a consentire il monitoraggio dei soggetti che a qualsiasi titolo rientrano nel ciclo di progettazione e/o di realizzazione dell’opera, compresi i parasubordinati e i titolari di “Partita Iva senza dipendenti”; dei flussi finanziari connessi alla progettazione e/o alla realizzazione delle opere; delle condizioni di sicurezza dei cantieri e del rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori impiegati. Tra le azioni previste, la costituzione di un apposito tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera, coordinato dalle prefetture territorialmente competenti, cui sono chiamati a partecipare anche l’Ispettorato territoriale del lavoro e i sindacati degli edili maggiormente rappresentative, che a questo fine hanno sottoscritto i protocolli. (

