La valorizzazione delle produzioni locali, selezionate con cura per trasformarle in pietanze ricche di storia, con la creazione di una vera e propria filiera con l’obiettivo di sostenere le piccole realtà agricole della zona, a gestione familiare, che rischiano di scomparire.
Questa la mission della Tenuta vitivinicola Feudi del Pisciotto di Niscemi (Caltanissetta), che investe sul territorio scommettendo sul ‘made in Sicily’ coniugando cultura, etica ed economia circolare.
E così attorno a ‘Il Palmento di Feudi’, che riaprirà sabato, si innesta un circuito virtuoso a supporto delle aziende agricole: come il Casaro che con circa 400 pecore produce formaggi di altissima qualità; l’azienda agricola Profeta, che coltiva solo in biologico il carciofo violetto di Niscemi (presidio Slow Food) o le arance ‘moro’; ‘La Paisanella’, macelleria a gestione familiare situata nel messinese famosa per i salumi di maialino Nero dei Nebrodi; il pescato migliore del Mediterraneo, proveniente dalla zona che va da Scoglitti a Licata, le erbe spontanee che crescono nell’orto di Feudi del Pisciotto, tra cui l’acetosella o il tarassaco.
A dare una nuova impronta a ‘Il Palmento di Feudi’ sarà l’executive chef Giuseppe Costantino, nato a Lucca nel 1983, ma cresciuto nella trattoria di famiglia a Sclafani Bagni, nel Parco delle Madonie.
Situato all’interno di un antico Palmento del ‘700, con pavimento di cristallo che si affaccia sulla scenografica barricaia della cantina e dehor per pranzare e cenare en plein air, ‘Il Palmento’ è al servizio anche degli ospiti del wine relais di Feudi del Pisciotto: 15 camere ricavate nell’antico baglio, arredate con pezzi di design contemporaneo e manufatti commissionati ad artisti locali, tra cui le colorate ceramiche di Caltagirone, area relax, i wine tour in cantina con degustazione dei vini, i corsi di cucina gestiti in collaborazione con Le Cirque, ma anche le escursioni nella vicina Riserva Naturale Sughereta di Niscemi e nelle più belle spiagge della zona.

