La crisi è arrivata anche per i grandi centri commerciali. Non si tratta più di scegliere tra piccoli negozietti dislocati in città o andare in un unico grande stabilimento che racchiude una varietà di negozi.
Adesso il nuovo trend, complice il lockdown mondiale e la “necessità” di non doversi muovere dalla propria abitazione per gli acquisti, si è spostato online.
E a fare da apripista, come sempre, ci stanno pensando la Cina e gli USA.
Televendite tramite i social network utilizzando gli influencer come testimonial d’eccezione, piattaforme diversificate per età, shop virtuali e tradizionali ecommerce, dirette “live” e infografiche programmate.
E’ arrivato il “social commerce” spinto, soprattutto, da WeChat, Facebook e Amazon.
Secondo un recente rapporto di eMarketer, nel 2021 le vendite di social commerce negli Stati Uniti aumenteranno del 35,8% arrivando a 36,62 miliardi di dollari. Nel 2020, in piena pandemia, hanno segnato +38,9%. Una forte crescita, ma di fatto quasi un decimo rispetto alla Cina che quest’anno totalizzerà un volume di 351,65 miliardi di dollari. Pechino è avanti anche rispetto alla percentuale di social commerce sulle vendite totali online. Negli Usa, nel 2021 rappresenta solo il 4% del mercato dell’e-commerce al dettaglio, rispetto al 13,7% in Cina.
Secondo gli analisti, il divario tra i 2 Paesi rimarrà stabile fino al 2024.
Mentre l’app WeChat rappresenta la piattaforma n.1 di social commerce in Cina, Facebook è la prima negli Usa: gli analisti si prevedono che il 22,3% degli utenti Internet statunitensi (56,1 milioni di persone di età pari o superiore a 14 anni) effettuerà almeno un acquisto sul social nel 2021. A seguire, il 12,9% degli utenti Internet (32,4 milioni di persone) effettuerà un acquisto su Instagram, sempre di proprietà di Facebook; su Pinterest , il 5,6% degli utenti (13,9 milioni di persone).
Non è un caso che l’ecosiste – ma di Mark Zuckerberg sta spingendo molto sull’e-commerce: di recente è sbarcato anche su WhatsApp “Shops”, la piattaforma di “vetrine virtuali” per aiutare le Pmi a potenziare le vendite online. Mentre Instagram sta lavorando alla ricerca visuale dei prodotti a cui verrà in aiuto l’Intelligenza Artifciale, e sono già disponibili negli Usa gli Annunci Dinamici di realtà aumentata.
Un altro ramo di questo fenomeno da tenere d’occhio è il Social Live Commerce, un modello di compravendita intrecciato ai video e all’intrattenimento che alcuni esperti hanno battezzato “Shopatainment”. «Le radici più profonde del fenomeno si possono far risalire alle televendite, che conosciamo bene in Occidente, ma è in Cina che si è sviluppata questa nuova mutazione a partire dal 2018 – spiega l’esperto di social media Vincenzo Cosenza -.
Nel 2019 il mercato cinese del live commerce si stima abbia raggiunto i 66 miliardi di dollari (+226% rispetto all’anno prima) e si prevede che nel 2021 possa raggiungere una dimensione di oltre 172 miliardi di dollari. Questa nuova tendenza spingerà le aziende e gli influencer a capire come sfruttarla per i propri fini. Ovviamente non tutti saranno in grado o vorranno percorrere la strada delle televendite, ma quel che è certo è che emergeranno nuovi creator specializzati in questo tipo di formato».

