Salute

San Cataldo. Concluso il ministero pastorale dell’arciprete don Biagio Biancheri nella Chiesa Madre.

Redazione 1

San Cataldo. Concluso il ministero pastorale dell’arciprete don Biagio Biancheri nella Chiesa Madre.

Gio, 01/07/2021 - 08:46

Condividi su:

SAN CATALDO. Si è concluso il ministero pastorale nella Chiesa Madre di San Cataldo dell’arciprete don Biagio Biancheri. In Piazza Madrice sono stati in tanti a tributargli un affettuoso saluto ringraziandolo per tutto quanto fatto per la comunità cattolica sancataldese in questi suoi anni di arcipretura. Lo stesso arciprete, nel congedarsi (dal 3 luglio sarà arciprete della Chiesa Madre a Serradifalco), don Biagio Biancheri ha dedicato il suo saluto alla Comunità della Chiesa Madre e alla Comunità Ecclesiale sancataldese:

“Nel congedarmi da voi, desidero rivolgervi un saluto segnato dalla nostra fede e da una grandissima fiducia nel Signore e in Maria, nostra madre, tenendo presente, anche, tutti quelli che hanno compiuto un tratto di cammino insieme a noi. Ringrazio il Signore per quanto ci siamo detti e per il cammino fatto insieme in questi tredici anni, che reputo come una vera e propria grazia del Signore e nei quali non mi sono risparmiato nella fatica e nel tempo.

«Non ritengo in nessun modo preziosa la mia vita, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di dare testimonianza al Vangelo della grazia di Dio» (At 20, 24).

Ringrazio il Signore per il cammino spirituale e per il lavoro pastorale condiviso con uno stile di comunione e di famiglia, vissuta nella preghiera e nella prova, che ci ha arricchito reciprocamente e per la nostra comunità, che si è fatta prossima presso i più deboli e i più poveri. Ringrazio il Signore per i legami fraterni sorti tra noi, che sono divenuti sempre più forti e profondi e che dureranno nel tempo. L’apostolo Paolo, quando si congeda dalla sua comunità, non nasconde la sofferenza per il distacco. Anch’io sperimento i medesimi sentimenti, ma con lui condivido anche la fiducia che il Signore ci accompagna nel cammino comune.

Abbiamo imparato ad ascoltare, amare, meditare, pregare la Parola e a fare dell’Eucarestia, celebrata dalla Comunità che adora il suo Signore, il centro da cui attingere la forza per la vita e per la missione. Ho ricevuto tanto dalla vostra fede e dal vostro generoso e creativo impegno. Tutto questo è motivo di preghiera: che il Signore ci dia il coraggio e lo slancio con cui l’apostolo Paolo è partito da Mileto, per andare là, dove lo Spirito lo chiamava e che nessuno di noi abbia paura del cammino che lo attende, delle tempeste che ci possono sorprendere e delle fatiche che dobbiamo affrontare.

Nell’alternarsi dei pastori rimane il Supremo Pastore e guardiano delle nostre anime, che è il Signore, che si prende cura di noi. «Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi. Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia» (Fil 1,3-4). Altresì desidero raccomandarvi l’affetto e la gratitudine per coloro che svolgono un servizio nella e alla comunità: i sacerdoti, in particolare don Massimo, che mi ha supportato in ogni cosa e con il quale ho condiviso le gioie e le fatiche pastorali e una fraterna amicizia, i bambini, i giovani e le famiglie, i catechisti dell’iniziazione cristiana, della pastorale battesimale e dei fidanzati, le religiose e le consacrate, i ministranti e la corale, i ministri straordinari della Comunione e il servizio liturgico, il gruppo per il decoro della chiesa, gli anziani e gli ammalati, gli operatori della carità e della comunicazione, i gruppi ecclesiali; sebbene il Vangelo insegna che il servizio a Dio e al prossimo deve essere disinteressato e che al termine della fatica quotidiana dobbiamo considerarci “servi inutili”, la gratitudine pastorale non è esclusa, né dispensata.

Gesù risorto, apparendo ai suoi discepoli lungo la riva del lago di Tiberiade, rivolge loro la vocazione fondamentale ad essere discepoli e, in particolare, a Pietro, al quale indica come glorificare Dio: donando la vita e rimanendo discepolo, lui che è chiamato a guidare il gregge: «In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi» […] E detto questo, aggiunse: “Seguimi” (Gv 21, 15,19).

Tutti siamo chiamati all’interno della Comunità ecclesiale a pascere il gregge, perché tutti insieme siamo chiamati ad essere discepoli, a seguire il Signore e ad esercitare il primato dell’Amore, donando la vita per Cristo e per gli amici. Se mi fosse stato possibile, mi sarebbe piaciuto venire in ciascuna delle vostre case e salutarvi personalmente, così come ho già fatto con gli ammalati e con gli ospiti della casa circondariale.

Affido la Comunità della Chiesa Madre e l’intera Città di San Cataldo al Signore e alla sua Grazia, all’intercessione dell’Immacolata, di san Cataldo, nostro patrono, della venerabile Marianna Amico Roxas e all’evangelica testimonianza di mons. Cataldo Naro e di mons. Alberto Vassallo, nell’attesa di incontrarci quotidianamente nella preghiera vicendevole”.

banner italpress istituzionale banner italpress tv