L’educazione dei giovani come strumento di liberazione dalla mafia. Era un valore nel quale credeva Paolo Borsellino, ha detto l’ex magistrato di Mani pulite Gherardo Colombo.
Nel suo intervento per la serata in ricordo della strage di via D’Amelio, Colombo ha detto che “chi sta nella mafia e’ un oggetto non una persona”. E di questo erano convinti sia Falcone sia Borsellino che non solo coltivavano un grande impegno professionale ma si dedicavano ai ragazzi e li incontravano lungo un percorso di educazione alla legalita’.
Erano convinti che solo cosi’ potevano essere rovesciati i valori negativi incarnati dalla mafia: quelli dell’intimidazione, dell’assoggettamento e dell’omerta’. Questa era anche la motivazione che, sulle tracce del fratello, spingeva Rita Borsellino a dedicare ai giovani tempo, cura e attenzione.

