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Camera di Commercio, Gambino con i Sindaci coinvolti protestano: “mostro giuridico partorito da intento lodevole”

Redazione 2

Camera di Commercio, Gambino con i Sindaci coinvolti protestano: “mostro giuridico partorito da intento lodevole”

Mar, 13/07/2021 - 11:07

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Continua l’accorata protesta dei territorio coinvolti nello “scorporamento” e “accorpamento” delle Camere di Commercio della Sicilia. Un progetto che appare più come un minestrone poco assortito che una progettualità efficiente di sviluppo.

Dall’annuncio dell’onorevole Prestigiacomo sono susseguite le contestazioni di imprenditori, sindacati e amministrazioni pubbliche che, soprattutto, si chiedono “perchè” sia stata presa questa decisione e qual è il criterio che fonda la base.

In una nota congiunta i sindaci dei territori interessati, vale a dire Peppe Cassì per Ragusa, Roberto Gambino per Caltanissetta, Francesco Micciché per Agrigento e Giacomo Tranchida per Trapani sottolineano che:

“la super Camera di Commercio che si vuole creare attraverso l’emendamento al Decreto Sostegni Bis rappresenta un conglomerato che nulla aggiunge alla necessità di fornire un supporto alle imprese presenti nei nostri territori.

Unire le realtà territoriali di Ragusa e Siracusa con Caltanissetta, Agrigento e Trapani determinerebbe uno scompenso operativo destinato a creare danni alle attività produttive quando, invece, in questo momento, il nostro unico pensiero dovrebbe essere quello di sostenere le economie locali.

Magari l’intento – sottolineano i primi cittadini – sarà stato assolutamente lodevole ma quello che è ne è venuto fuori è un mostro giuridico, oltre che operativo, che renderà impossibile la vita delle nostre imprese”.

I Primi cittadini non rinunciano nemmeno a sottolineare come fosse “fuori luogo il già operato accorpamento di Enna a Palermo, realtà fisicamente distanti e impossibili da gestire per le imprese che operano nel territorio del centro Sicilia, per tale motivo la presente nota viene condivisa anche dal primo cittadino di Enna.

Al di la dei numeri che escono fuori c’è il rischio concreto che un territorio provinciale si trovi senza alcun tipo di rappresentanza, semplicemente assurdo. Chiediamo, dunque, alla politica nazionale che ha creato questo groviglio inestricabile, di trovare una soluzione e di procedere lungo l’unica strada che al momento appare la più praticabile, quella cioè del ritorno al passato, promuovendo un confronto con i territori e quindi con i sindaci, per individuare quali siano le migliori soluzioni, la nostra azione è condivisa da tutti i comuni delle nostre province. In questo momento delicato della ripartenza, è necessario dare una mano alle imprese, e non ostacolare la loro azione.

Noi comuni siamo accanto alle imprese e il Parlamento ha il dovere di portare avanti azioni in sinergia con i nostri territori”.

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