Venerdì 2 luglio alle ore 18, nel cortile di Largo Barile a Caltanissetta, l’associazione Onde Donneinmovimento e l’assessorato alla Cultura della Città di Caltanissetta hanno organizzato un incontro su “Intelligenza Artificiale e Stereotipi di genere”.
“Il nuovo Libro bianco della Commissione Europea sull’intelligenza artificiale definisce la strategia europea in questo settore, fondandola sui valori e sui diritti fondamentali dell’UE, tra cui il principio di non discriminazione, la parità e la lotta agli stereotipi di genere” hanno spiegato i promotori dell’evento al quale parteciperanno la professoressa Graziella Priulla, sociologa della comunicazione e saggista, e il dottor Salvatore Sapienza del Centro Interdipartimentale Alma Mater Research Institute for Human Centered Artificial Intelligence.
Uno stereotipo è un’opinione generalizzata e
semplicistica, che non si fonda sulla valutazione specifica di un determinato
fatto, ma che viene ripetuta e attribuita in modo automatico a certe persone,
cose o situazioni. Gli stereotipi hanno gravi ripercussioni sulla vita delle
persone perché condizionano scelte e comportamenti.
“L’intelligenza artificiale (IA) – hanno proseguito – è
diventata un settore di importanza strategica e un fattore trainante per il
progresso economico. Se è vero, però, che l’intelligenza artificiale può
trovare soluzioni per molte sfide sociali, essa rischia di aggravare le
disparità di genere. Gli algoritmi e l’apprendimento automatico ad essi
correlato, se non sufficientemente trasparenti e robusti, rischiano di
riprodurre, amplificare o contribuire a pregiudizi di genere di cui i
programmatori possono non essere a conoscenza o che sono il risultato di una
specifica selezione di dati. E’ fondamentale perciò che le donne devono
partecipino al suo sviluppo in veste di ricercatrici, programmatrici e
utilizzatrici. Il programma quadro per la ricerca e l’innovazione, Orizzonte
Europa, fornisce anche idee e soluzioni per affrontare i pregiudizi di genere
potenzialmente connessi all’intelligenza artificiale e per sfatare gli
stereotipi di genere in tutti gli ambiti sociali, economici e culturali,
sostenendo l’elaborazione di politiche scevre da pregiudizi e basate su dati
comprovati”.

