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C’era una volta… la Settimana Santa e le Vare di Caltanissetta

Francesco Daniele Miceli

C’era una volta… la Settimana Santa e le Vare di Caltanissetta

Gio, 01/04/2021 - 11:35

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C’era una volta… la Settimana Santa e le Vare di Caltanissetta

C’era una volta…
Un farmacista!
È proprio così!

C’era una volta un farmacista che qui, nella nostra città, aveva la sua farmacia: si chiamava Don Giuseppe.

Un bel giorno, mentre andava frettolosamente a lavoro, passando dalla Piazza Grande, ammirando la bellissima facciata bianca della cattedrale, ebbe un bellissimo ricordo! Ricordò che, quando era piccolo, dalla cattedrale, il Giovedì Santo uscivano 5 piccole Vare… Suo nonno gli raccontava che era una tradizione antichissima! “Peccato che questa processione non si faccia più!”…pensò tra sé.

E tornò a lavoro…
Uscendo dalla farmacia disse al figlio Michele: “Oggi non andiamo a casa! Fammi compagnia!” “Ma dove volete andare, Padre?” – replicò il figlio Michele – “Ma che importa? Seguimi!”.

Giuseppe andò a bussare a tutti i suoi amici: Salvatore, Michele, Lillo…e a ciascuno diceva: “Mi devi aiutare a realizzare una cosa! Dobbiamo rifare qui a Caltanissetta, le Vare!”

Siccome Don Giuseppe era molto buono, tutti gli avevano risposto di sì… anche se era davvero impossibile, perché la Pasqua era vicina!
La cosa più importante era l’autorizzazione del Re. Così subito scrissero una lettera a Re Ferdinando per chiedergli di autorizzare una processione!
Ma c’era un altro problema! Quali Vare dovevano portare in processione se a Caltanissetta non ce ne erano?

Nel frattempo, il buon Don Giuseppe, non si perse d’animo, e girò tutte, ma proprio tutte le chiese della città! Prese tante “basi” di Vara chiedendole in prestito (quella di San Pasquale, di San Felice…) e le portò dentro la chiesa di San Sebastiano!

Ma c’era un altro problema: sopra queste “basi” di Vare mancavano le statue!

E così il buon Don Giuseppe, aiutato dal figlio Michele e da tutti i suoi amici, fece un altro giro con il suo carretto, per andare a cercare belle statue in tutte le chiese della città. I sacerdoti, quando lo vedevano, lo prendevano per pazzo: Pasqua era vicina…e poi…cosa avrebbe voluto combinare con tante statue diverse? Ma siccome era buono e gentile con tutti, i sacerdoti gli prestavano volentieri quello di cui aveva bisogno…

Entrato in cattedrale prese un piccolo Angioletto che era incastonato accanto al crocifisso, dalla chiesa della Catena prese un mezzo busto…e poi ancora addolorate, santi vari…e trasportò tutto nella chiesa di San Sebastiano.

Lì iniziò a costruire 7 Vare! E suo figlio Michele, che era abile con la cartapesta, lo aiutò per inserire tutti i personaggi mancanti.

Tutto era pronto…ed arrivò anche l’autorizzazione del Re!

Il Giovedì Santo gli abitanti della città, incuriositi, si riversarono nella grande piazza ed una per una uscirono le Vare dalla chiesa di San Sebastiano, addobbate con fiori, rametti di cipresso e candele accompagnate dai Lodatori, dai tamburi e da tante fiaccole che riempirono l’aria di fumo!

E così, dopo tanto tempo, in quella primavera del 1840, a Caltanissetta tornò la processione delle Vare!

Anno dopo anno le Vare si migliorarono e divennero 14.

Tutto cambiò un giorno.
Anzi… un bruttissimo giorno.

Come saprai, qui a Caltanissetta, avevamo tante miniere di zolfo. Una di questa, la Gessolungo, si trovava non molto lontano dal centro. Arrivò in città una bruttissima notizia! In quella miniera c’era stato un crollo e tanti, tantissimi uomini, ragazzi e bambini erano morti.

E proprio per ricordare tutti quei lavoratori e questa triste tragedia, gli abitanti di Caltanissetta hanno deciso di costruire una Vara: la Veronica.

Furono chiamati due scultore di Napoli, Don Ciccio e suo figlio Vincenzino.
Costruirono una Vara bellissima! Mai vista prima!

Da quel momento in poi, ogni vecchia vara, venne sostituita con una nuova fatta da Don Ciccio e da suo figlio Vincenzino, che nel frattempo, da Mussomeli, si erano trasferiti qui, nella “strada dei Santi”.

Questi due scultori realizzarono dei veri capolavori! Sai come? Con una tecnica “mista”, cioè utilizzando vari tipi di materiale: legno, stucco, cartapesta.

Oggi le Vare sono sedici, ed ogni anno, sempre le stesse, vanno in processione! Alcune hanno quasi centocinquant’anni!
Una processione solenne e bellissima, che dura tutta la notte…sino a quando non avviene la “Spartenza”.

Dobbiamo essere fieri, piccolo lettore, del patrimonio che abbiamo!
Un patrimonio che non è solo “materiale” perché queste statue sono antichissime, ma soprattutto immateriale: dentro le Vare infatti c’è la nostra storia, il nostro passato!

E questo non dobbiamo dimenticarlo mai!

(Continua…)

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