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Caltanissetta, VB Don Milani a scuola di legalità. Alunni scrivono una lettera Falcone, Borsellino e Livatino

Redazione 2

Caltanissetta, VB Don Milani a scuola di legalità. Alunni scrivono una lettera Falcone, Borsellino e Livatino

Gio, 29/04/2021 - 10:56

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Caltanissetta, VB Don Milani a scuola di legalità. Alunni scrivono una lettera Falcone, Borsellino e Livatino

A quasi trent’anni dalle stragi di mafia, nelle quali hanno perso la vita uomini come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino o Rosario Livatino, gli studenti continuano a parlare di legalità.

Parlare per comprendere il radicato sistema mafioso, imparare a contrastarlo dando significato e senso al messaggio del “non dimenticare”. Per poter acquisire una coscienza civica capace di poter creare, finalmente una rivoluzione del sistema.

A Caltanissetta gli studenti della VB Don Milani, coordinati dalla maestra Alfonsa Caminiti, hanno approfondito la vita e il pensiero dei giudici che, con coraggio e consapevoli di essere in pericolo di vita, hanno combattuto un sistema omertoso e radicato.

Gli studenti, ormai quasi adolescenti, hanno immaginato di scrivere delle lettere raccontando il loro pensiero, stato d’animo e intenzioni. Due di queste racchiudono il messaggio che tutti hanno voluto trasmettere.

Noemi ha voluto scrivere a Giovanni Falcone:

Oggi, facendo una ricerca su di te, mi sono resa conto di quanto siano state importanti e istruttive le opere che facesti un po’ di anni fa.

Non avrei mai immaginato che un semplice uomo e magistrato avrebbe potuto fare così tanto per noi.

Le tue opere sono state tantissime e tutte importanti, ha lottato contro le organizzazioni criminali e contro la mafia e sei stato sempre sicuro di te stesso e, soprattutto, non ti sei mai tirato indietro in quello che facevi.

Oggi la maggior parte della popolazione ormai ti conosce tutti ti ringraziamo però c’è una brutta notizia che devo darti. Purtroppo ancora oggi c’è la mafia, in forma un pochino più leggera e soltanto in alcuni posti.

So che tu e il tuo amico Paolo avreste voluto non avere più la mafia e vivere in pace ma, purtroppo, nonostante le leggi ci sono ancora alcune persone che rubano, uccidono e tante altre cose brutte.

Al giorno d’oggi poche sono le persone che, come voi, farebbero di tutto per qualcosa, qualunque cosa essa sia.

Un vostro collega che non si arrende a combatte ancora è Don Luigi Ciotti, anche lui è un bravissimo uomo.

Vi ringrazio per tutti gli insegnamenti che ci avete dato.

Grazie per averci fatto capire l’importanza di vivere insieme senza guerra e senza mafia, grazie veramente di tutto.

Non vi meritavate una morte così ma, nonostante questo, non scordatevi mai che siete stati degli uomini tanto gentili e ci avete lasciato degli insegnamenti favolosi.

Non mi scorderemo mai e sarete sempre i nostri cuori.

Come dicevi tu “gli uomini passano ma le idee restano!

La seconda lettera è stata indirizzata a: “Rosario (Livatino) o <<Giudice Ragazzino>> come ormai tutti ti conoscono. Sono Filippo, ho 10 anni e grazie una ricerca che ho fatto per la scuola ho scoperto molte cose su di te.

Ti scrivo per ringraziarti del tuo sacrificio e di tutto quello che hai fatto durante tutta la tua carriera da magistrato.

Come ha detto anche Papa Francesco, sei un esempio da seguire soprattutto per noi ragazzi: non è da tutti laurearsi da giovani con il massimo dei voti, vincere il concorso in magistratura e diventare, dopo qualche anno, Sostituto Procuratore prima e Giudice dopo.

Pur essendo giovane hai deciso di affrontare questioni o indagini importanti e delicate, hai lottato contro la mafia senza alcuna paura.

Ti ammiro tanto e, onestamente, non so se io, così giovane come eri, tu avrei rischiato la vita.

Dopo la tua morte, grazie a un testimone che come te ha rinunciato alla sua vecchia vita per il trionfo della giustizia, sono stati arrestati Killer e mandanti del tuo omicidio. Ora stanno scontando l’ergastolo in prigione.

Sai, uno di loro si è pentito di quello che ha fatto e, per questo, ha mandato una lettera di perdono al Papa. Certo non è facile perdonare un gesto come quello ma sono sicuro che tu, grazie alla tua grande fede, lo avrai già fatto.

Per le tue azioni, il tuo sacrificio e la tua fede sei stato già riconosciuto martire e presto sarai Beato.

Sarai il primo magistrato a diventare santo e te lo meriti.

Spero di poter assistere alla cerimonia che si terrà ad Agrigento.

Sono sicuro che sarai felicissimo.

Ti ringrazio tanto!

Ciao Giudice Ragazzino dal tuo ammiratore Filippo”.

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