Probabilmente in questo periodo “dell’assurdo” anche Luigi Pirandello, geniale drammaturgo siciliano vincitore del Nobel per la letteratura, sarebbe rimasto senza parole: si sarebbe dovuto genuflettere dinanzi all’irrazionalità dei comportamenti umani attuali.
Un tranquillo sabato pomeriggio nisseno, con la consueta fila (di adolescenti e genitori), corposa ed “assembrante” per gustare un immancabile ed iconico panino al Mc Donald’s. Sembrerebbe tutto normale, da routine se non fosse che Caltanissetta è reduce da 38 giorni di zona rossa che hanno devastato il tessuto economico cittadino. Tutto condito da numerosi appelli, lanciati venerdì 23 aprile primo giorno di zona arancione, alla responsabilità per evitare di tornare in lockdown. Diamine….non sono trascorse neanche 48 ore!
Nel frattempo genitori apprensivi e maturi, supportati da studenti impeccabili, conducevano una battaglia contro la riapertura delle scuole, considerate alla stregua di moderni ‘lazzaretti’: infernali luoghi di contagio.
La domanda sorge spontanea, ai genitori ed ai ragazzi, la fila al Mc Donald’s è asettica e formativa? Sicuramente irrinunciabile e necessaria. Concetto chiaro ed evidente.
No alla CAD (Consegna A Domicilio) si alla DAD (didattica a distanza).
Adorabili questi genitori in salsa moderna, protettivi e aperti al dialogo, che inondano i social ed i famigerati gruppi whatsapp con il doloroso grido #inostrifiglinonsonocavie . Coerenti, attenti, veramente eroici… e se non tutti i gli eroi indossano il mantello, forse sarebbe il caso che in questa occasione (… gli eroi) indossassero una… maschera.
Poi ci sono loro, altrettanto adorabili e responsabili. Questi volenterosi e attenti studenti, mobilitati in comitati ed avanguardie compatte, che dopo mesi di comoda Dad casalinga, salgono sulle barricate per contrastare il ritorno in aula.
Citiamo testualmente: “Lunedì, invece, saremo tutti presenti ma in DAD. Dimostreremo a dirigenti, insegnanti, genitori e politici che noi vogliamo studiare, acquisire conoscenze, abilità e competenze, ma in sicurezza”. A decidere questa linea d’azione sono stati i rappresentanti di Istituto e Consulta di Caltanissetta e subito è stata diffusa tramite i social network a tutti gli studenti.
Il trionfo della coerenza. Che belli i social, dove tutti possiamo postare frasi roboanti e propositi costruttivi però poi, purtroppo, c’è la realtà, la verità: quella fila, protrattasi per ore, che condanna senza appello i nuovi farisei.
Con buona pace dei commercianti delle varie categorie che hanno dovuto tenere abbassata la saracinesca e stringere la cinta per colpa di chi le regole non le ha seguite e non le continua a seguire: l’importante è non… tornare a scuola, per fare felici genitori e ragazzi.
Alla fine se proprio dobbiamo trasgredire almeno il buonsenso di scegliere una mafalda con la mortadella per sostenere l’economia locale piuttosto che il panino di una multinazionale.
Riflettete gente, riflettete e se possibile non “postate”: meglio un dignitoso silenzio.

