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Mafia. Il Boss Freddy Gallina estradato dagli USA torna in Italia: sconterà la pena in carcere

Redazione 2

Mafia. Il Boss Freddy Gallina estradato dagli USA torna in Italia: sconterà la pena in carcere

Gio, 04/03/2021 - 09:53

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Ferdinando ‘Freddy’ Gallina, 44 anni, colpito da tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e ritenuto responsabile di tre omicidi aggravati dalla finalita’ mafiosa, e’ rientrato in Italia dopo una battaglia per ottenere la sua estradizione durata quasi cinque anni.

L’arrivo oggi a Fiumicino del boss della famiglia mafiosa di Carini, scortato dagli uomini del Servizio per la Cooperazione internazionale di polizia, e’ da considerare, commentano gli investigatori, “uno straordinario successo italiano”.

Lo e’ il fatto, viene sottolineato, che “un pericolosissimo criminale sconti in carcere le pene inflittegli”: risultato reso possibile dagli scambi informativi, dalle metodologie operative e investigative con gli Stati Uniti, fortemente sostenuta dal prefetto Vittorio Rizzi, vice direttore generale della Pubblica sicurezza.

E’ durato cinque anni l’iter procedurale che ha portato all’estradizione del killer, ritenuto il braccio destro per la Sicilia occidentale, ed in particolare per la provincia di Palermo, del boss Salvatore Lo Piccolo.

Gallina era gia’ stato arrestato il 19 marzo 2008 dai militari della compagnia carabinieri di Carini nell’ambito dell’operazione “Tsunami”, che ne aveva accertato il ruolo di reggente, in quanto collettore delle direttive relative alla gestione dei lavori pubblici e alle estorsioni e per avere mantenuto un costante collegamento con gli ex latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo e Gaspare Pulizzi.

Dopo un periodo di detenzione, alla fine del 2014, era stato scarcerato e sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Carini, da cui si era allontanato nel gennaio del 2016 rendendosi irreperibile.

Le tracce di Gallina, seguite dagli investigatori dell’Arma, hanno portato negli Stati Uniti dove, in effetti, viene arrestato nel novembre 2020 da personale dell’Fbi e dell’Immigration Custom Enforcement di New York, a cui era stato segnalato per l’irregolare presenza sul territorio statunitense, dove aveva fatto ingresso con documenti falsi dal Canada.

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