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Banche: da gennaio stop ai “conti in rosso” e addebiti automatici

Redazione 2

Banche: da gennaio stop ai “conti in rosso” e addebiti automatici

Sab, 26/12/2020 - 09:18

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Problemi in vista per i titolari di conti correnti, sia imprese sia famiglie.

Dal prossimo gennaio cambiano le regole per la gestione dei conti ‘in rosso’: gli addebiti automatici non saranno piu’ consentiti, infatti, se i clienti non avranno sufficienti disponibilita’ liquide sui loro depositi bancari.

C’e’ il rischio, pertanto, di un improvviso stop ai pagamenti di utenze, stipendi, contributi previdenziali, rate di finanziamenti.

E’ quanto segnala il Centro studi di Unimpresa, in un documento in via di pubblicazione, spiegando che la novita’ e’ la conseguenza dell’entrata in vigore delle nuove norme dettate dall’Eba, l’autorita’ bancaria europea, che, inoltre, dopo tre mesi di mancati pagamenti da soli 100 euro, impongono alla banca di segnalare il cliente alla centrale rischi e di classificare tutta la sua esposizione come “crediti malati”.

“Il nuovo quadro regolatorio, che non e’ stato sufficientemente spiegato dalle banche, e’ preoccupante.

Non saranno piu’ possibili nemmeno piccoli sconfinamenti e questo vuol dire, per molti artigiani, commercianti, piccoli imprenditori e anche per molte famiglie, non poter piu’ usufruire di quelle piccole forme di flessibilita’ che, specie in questa fase cosi’ critica a causa degli effetti economici della pandemia Covid, sono fondamentali per far fronte ai pagamenti di utenze o altri adempimenti, come gli stipendi e i contributi previdenziali, le rate di finanziamenti e mutui” commenta il vicepresidente di Unimpresa, Salvo Politino.

“C’e’ il rischio di una fortissima stretta al credito, conseguenza inevitabile delle segnalazioni alla centrale rischi e della riclassificazione degli affidamenti della clientela in caso di piccoli arretrati”.

Da gennaio – spiega il Centro studi di Unimpresa – chi ha il conto corrente “scoperto” corre il rischio di risultare immediatamente “moroso” nei confronti di vari soggetti, dalle finanziarie all’Inps, dai dipendenti alle aziende cosiddette utility (energia, gas, acqua, telefono).

Non solo: le stesse nuove norme dell’Eba stabiliscono che per un mancato pagamento superiore a 100 euro, protratto per tre mesi, il cliente venga classificato come cattivo pagatore, tutta la sua esposizione verso la banca sia classificata come non performing loan e sia inviata la segnalazione alla centrale rischi.

Per milioni di piccole e medie imprese c’e’ dunque il rischio concreto non solo di una improvvisa mancanza di piccola liquidita’, derivante dallo stop improvviso ai conti in rosso, ma anche di una significativa stretta al credito.

Il quadro del settore bancario non e’ omogeneo e l’informazione e’ insufficiente: qualche banca, infatti, sembra orientata, almeno in una prima fase dell’applicazione delle nuove regole, a mantenere una linea piu’ morbida, specie nei clienti conosciuti.

Per quanto riguarda i conti correnti, le nuove regole dell’Eba impongono di bloccare i pagamenti con addebito diretto nel caso in cui il cliente (impresa o famiglia) non abbia adeguata disponibilita’ sul proprio deposito.

La misura riguarda il pagamento di bollette, rate di mutui e finanziamenti, stipendi. In assenza di fondi sufficienti a “coprire” il pagamento, la banca lo blocca e cancella il relativo “Rid” (disposizioni automatiche di pagamento). Tutto questo vuol dire che il cliente della banca diventa “moroso” nei confronti del titolare del “Rid” conclude Unimpresa.

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