Salute

Sonnifero al figlio di 10 anni per uscire “tranquilla”: mamma condannata a 3 anni

Redazione

Sonnifero al figlio di 10 anni per uscire “tranquilla”: mamma condannata a 3 anni

Ven, 20/11/2020 - 12:16

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Sonnifero al figlio di 10 anni per uscire “tranquilla”: mamma condannata a 3 anni

Aveva dato un sonnifero al figlio di dieci anni per poter uscire tranquillamente.

Da quell’episodio – concluso con l’intervento della polizia locale che trovò il bambino solo in casa e in stato di semincoscienza – partì l’indagine che ha portato a processo una badante di 46 anni con le accuse di abbandono di minori, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. Reati per cui la donna è stata condannata dal giudice Alessandra Mannino a tre anni di reclusione.

La vicenda risale al marzo del 2016. Una segnalazione al Telefono Azzurro spinse gli agenti della Municipale di un Comune del gaviratese a bussare alla porta dell’appartamento in cui una donna polacca viveva con il figlio. Ma trovarono solo il bambino, in stato confusionale. Un’ambulanza lo portò in ospedale dove fu accertato che era stato imbottito di psicofarmaci.

Gocce che la madre – la quale in Tribunale si è scusata per quel comportamento – gli faceva prendere affinché dormisse mentre lei era fuori. Emerse così un quadro di profondo degrado.

Il bambino – subito affidato a una comunità per minori – veniva spesso lasciato solo dalla mamma che non si preoccupava di lavarlo, di fare il bucato, di dargli un’alimentazione adeguata, né di portarlo dal medico in caso di problemi di salute. E neppure lo accompagnava a scuola. Una donna – è ancora l’accusa – che scaricava l’aggressività con la violenza verbale e fisica non solo contro il figlio ma pure sul compagno.

Il bimbo raccontò anche di aver fumato, bevuto birra e visto filmati pornografici sul computer, e di aver persino assistito ai momenti di intimità tra la donna e il suo fidanzato.

Il suo difensore, Luca Carignola, ha preannunciato ricorso in appello. Il giudice ha anche stabilito che il risarcimento danni morali al ragazzino (seguito da un curatore speciale, l’avvocato Andrea Boni, oggi ha 14 anni ed era parte civile nel processo) sia quantificato in sede civile. (Fonte prealpina.it)