
RESUTTANO – Una grave perdita, un dolore trasversale che accomuna tutta Resuttano la morte nel tardo pomeriggio dell’11 novembre di Salvatore u “zi Turigghiu” Pantano, di cui ieri (giovedì) pomeriggio sono stati celebrati i funerali. Aveva compiuto 95 anni lo scorso 1 settembre, aveva festeggiato i 70 anni di matrimonio lo scorso 7 ottobre. Con Salvatore Pantano va via quello che è stato definito lo spirito poliedrico di Resuttano, di colui che ha fortemente amato il suo paese e la sua gente donando loro fantasia, operosità e generosità. Contadino, barista, imbianchino, cartolibraio, scultore, pittore, scrittore, poeta, consigliere comunale, tutto questo è stato Pantano nella sua vita. La pittura è stata la sua grande passione, migliaia i quadri da lui disegnati, che sono valsi tre mostre di pittura nel 1996, 1999 e 2003. Poeta, ha scritto più di 1.000 poesie e ultimamente scrittore, ha pubblicato il libro “Il cammino della mia vita”, e stava per completare un’altra opera in cui racconta gli anni ’30 e ’40 del 1900. Pantano è stato pure consigliere comunale dal 1965 al 1985. La scrittura era diventata la sua attività negli ultimi anni, con i problemi alla vista che gli impedivano di dipingere. “Un’attività che mi appassiona tanto – aveva detto poco tempo fa Salvatore Pantano – con i miei scritti voglio lasciare alle generazioni future un testamento del passato, di situazioni e vicende veramente vissute. Abbiamo un futuro, soltanto se abbiamo un passato alle spalle. Sono stato autodidatta in tutto, ma non mi sono mai arreso e non devono farlo nemmeno i giovani di oggi, nonostante i tempi veramente difficili”. Con Pantano va via il penultimo reduce resuttanese della Seconda Guerra Mondiale, colui che dopo lo sbarco degli americani e la fine della guerra ho camminato a piedi per 40 giorni prima di arrivare a Resuttano. Era di sera, quasi al tramonto quando arrivò all’ingresso di Resuttano, esausto, stanco, sfinito, si buttò per terra e giurò che non avrebbe mai più lasciato il suo paese. Salvatore Pantano che nel 2016 insieme agli altri 9 reduci della guerra era stato celebrato dall’Amministrazione comunale come “eroi” con un attestato. Di quei dieci testimoni diretti dell’Olocausto, Pantano era il penultimo, l’unico ancora in vita è Giuseppe Maisano che qualche settimana fa ha compiuto 106 anni. In questi 4 anni sono morti gli altri nove, drammatico da questo punto di vista il 2020 che ha visto andarne via 4: Giuseppe Forte, Calogero Panzica, Santo Spedale e ora Salvatore Pantano.
FONTE LA SICILIA: Gandolfo Maria Pepe

