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Caltanissetta, il Comitato Antenna diffida RaiWAy

Redazione

Caltanissetta, il Comitato Antenna diffida RaiWAy

Dom, 05/04/2020 - 10:19

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CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Premesso che: a) apprendiamo, da notizie della stampa, che Rai Way ha chiesto, all’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e Ambientali, il “taglio” della storica antenna posta sulla collina Sant’Anna a Caltanissetta, “per motivi di sicurezza”. Un taglio, un accorciamento della struttura reticolare da 286 a 150 metri; b) ciò ha innescato delle procedure che hanno portato il dirigente generale dell’Assessorato regionale a invitare la Soprintendenza di Caltanissetta a concedere il nulla osta, mentre il Comune di Caltanissetta aveva provveduto, in prima battuta, ad emettere un’ordinanza di sgombero nei confronti degli abitanti confinanti con l’area di rispetto del traliccio “a rischio caduta”;

Considerato che: c) non è tollerabile né serio vedere le istituzioni comportarsi con ambiguità e superficialità evidenti; d) su tutta la vicenda ciò che manca è non solo la trasparenza, e non vogliamo pensare che chi dovrebbe rappresentare i cittadini, li consideri sudditi, ed operi non per il bene della collettività, ma secondo gli umori del momento e senza approfondire aspetti tecnici e giuridici di elementare evidenza; e) ci chiediamo in virtù di quali valutazioni tecniche Rai Way ha comunicato adesso che l’antenna è in pericolo di crollo e, se lo è, come mai ad oggi non sia mai intervenuta, e la Soprintendenza e il Dirigente regionale dell’Assessorato ai BB.CC. e AA, responsabili della tutela, non risulta che abbiano verificato con rigorose valutazioni tecniche la veridicità di quanto apoditticamente asserito da Rai Way.

Occorrerebbe, in particolare, conoscere quali verifiche tecniche dirette ed indirette sono state condotte da Raiway sul traliccio, per supportare la relazione tecnica secondo la quale, il traliccio stesso starebbe per crollare. Quali verifiche strutturali sono state condotte sul traliccio tal quale e quali prove e verifiche sono state condotte sui materiali, sui singoli elementi e sugli elementi di giunzione e/o collegamento, per valutare la resistenza residua del traliccio. Solo attraverso l’attenta e scrupolosa verifica della resistenza residua del traliccio e dei suoi elementi costruttivi, si può arrivare a determinare se strutturalmente il traliccio mostri o meno le condizioni minime per essere recuperato.

Qualunque possa essere oggi lo stato di degrado dei materiali e/o delle giunzioni/collegamenti, risulta assolutamente importante valutare tutti i margini ancora esistenti per il recupero, attraverso un’attenta e scrupolosa opera di manutenzione. Ciò è un assoluto dovere per le istituzioni, che non può essere disatteso, come certamente tutti sappiamo. Atteso che: f) l’art. 9 della Costituzione stabilisce che «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione»; l’art. 117 attribuisce alle Regioni la promozione, l’organizzazione delle attività culturali e la ricerca scientifica e tecnologica. Secondo autorevole dottrina, tali disposizioni costituzionali delineano i principi della c.d. «Costituzione culturale»; i compiti di tutela da parte dello Stato sul paesaggio ed i beni ambientali hanno una portata più ampia di copertura e promozione rispetto a una concezione essenzialmente difensiva dei beni paesaggistici, culturali e ambientali.

In particolare, per quanto riguarda il paesaggio, la tutela dello stesso consiste nella «regolazione cosciente degli interventi», nella «direzione della costruzione del paesaggio, nella scelta fra i diversi interessi e le diverse possibilità di uso e di destinazione» (PREDIERI) e riguarda anche il territorio e l’ambiente. In merito ai beni culturali, consiste sia nella preservazione dell’integrità fisica del bene, ma anche nella valorizzazione della funzione del bene culturale intesa come massima «fruibilità» per il singolo e le formazioni sociali (ROLLA);

g) già da tempo la Corte Costituzionale aveva ribadito che il valore enucleato appartiene a quella gamma dei valori primari della Repubblica; in una pronuncia del 1986 (Sent. n. 151 del 24 giugno 1986), infatti, si afferma che: “Una tutela così concepita è aderente al precetto dell’art. 9 Cost., il quale, secondo una scelta operata al più alto livello dell’ordinamento, assume il detto valore come primario (cfr. sentenze di questa Corte n. 94 del 1985 e n. 359 del 1985), cioè come insuscettivo di essere subordinato a qualsiasi altro”.

La dottrina ha da tempo chiarito, inoltre, che «il territorio in generale costituisce un ambito comune della libertà dello Stato e dei singoli, cioè …una res communis ai medesimi» (D. DONATI, Stato e territorio, Athenaeum, Roma 1924, 139), chiarendo l”intima relazione esistente tra collettività – intesa quale insieme dei singoli componenti del gruppo insediato – e territorio. In virtù di detto inquadramento, la collettività sarebbe titolare di situazioni giuridiche protette, portatrice dell’interesse alla salvaguardia del territorio, del diritto al godimento del territorio, luogo di vita. P.Q.M lo scrivente Comitato, anche in nome e per conto delle associazioni di cui i firmatari sono esponenti e rappresentanti o responsabili, nel comunicare di avere avanzato alla Soprintendenza ai BB.CC.AA. e al Comune di Caltanissetta apposita richiesta di accesso formale agli atti, ai fini della loro valutazione ed eventuale contestazione nelle più opportune sedi giurisdizionali,

D I F F I D A gli Organi ed Uffici responsabili: – dall’intraprendere/autorizzare la strada paventata di demolizione parziale o totale sia essa provvisoria o definitiva dell’antenna in oggetto, simbolo storico della città di Caltanissetta; – a provvedere con urgenza al riesame amministrativo per l’annullamento d’ufficio e/o revoca in autotutela decisoria e sostitutiva, ex L. 241/1990 artt. 21-quinquies, 21-octies, 21-nonies e 29 di tutti gli eventuali provvedimenti già posti in essere. Nel contempo il Comitato scrivente A V V E R T E che nella ipotesi in cui le richieste di cui sopra non trovassero seguito alcuno, sarà costretto a promuovere tempestivamente le azioni giudiziarie ritenute più opportune, affinché non soltanto vengano assicurate il rispetto della legalità e la tutela dei beni culturali ma venga anche valutata la responsabilità personale – di natura civile, penale ed amministrativocontabile verosimilmente insita nelle illegittime azioni e statuizioni sopra rappresentate – alla quale rimangono esposti i Dirigenti e i Funzionari responsabili dei procedimenti di che trattasi.

FIRMATO: Per il Comitato Parco Antenna Sant’Anna di Caltanissetta: Mario Cassetti, Renato Mancuso, Ivo Cigna, Leandro Janni, Aldo Sarto, Giuseppe D’Antona, Alessandro Mastrosimone, Carmelo Lipani, Ennio Bonfanti, Giuseppe Salvatore “Comitato Parco Antenna Sant’Anna” – Comitato Promotore della tutela e valorizzazione dell’area dell’Antenna Rai della collina di Sant’Anna in Caltanissetta, costituito nel 2013 tra cittadini, associazioni e istituzioni. Fanno parte del Comitato, tra gli altri: l’Associazione Radioamatori Italiani, Italia Nostra Caltanissetta e Italia Nostra Sicilia, WWF Sicilia Centrale, LIPU Caltanissetta, Pro Loco Caltanissetta, l’associazione Leva Digitale, l’Associazione Archeologica Nissena, Legambiente Caltanissetta, la Federazione Provinciale del Mo.Vi….