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Caltanissetta 2020. Dopo il brindisi, quali prospettive?

Michele Spena

Caltanissetta 2020. Dopo il brindisi, quali prospettive?

Mer, 01/01/2020 - 16:13

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Caltanissetta 2020. Dopo il brindisi, quali prospettive?

Gli anni venti del secondo millennio iniziano a Caltanissetta con un netto avvertimento per la politica. Tremila abitanti in meno nell’ultimo quadriennio.

Da Caltanissetta si va via. I numeri non lasciano spazio ad equivoci.
Non è forse casuale che il sensibile esodo, prevalentemente pregnato da concittadini in età lavorativa, sia concomitante al periodo di maggior isolamento vissuto dalla nostra città nell’ultimo ventennio.
Isolamento politico. Il civismo integralista non è stato certamente facilitatore di processi di integrazione con la politica nazionale e regionale. Anzi!
Isolamento viario. La situazione della strada statale 640 è completamente sfuggita di controllo al trascorso governo cittadino, e ciò nonostante non siano mancati gli stimoli e richiami ad una maggiore attenzione e minore accondiscendenza nei confronti dei “colossi” ANAS e CMC, rivelatisi per alterne vicende giudiziarie dei giganti dai piedi di argilla.
Isolamento tra i cittadini.
Benche’ la situazione meriterebbe più che mai un’attenzione diffusa, non solo della classe dirigente, un indeterminato torpore sembra avere avvolto l’opinione pubblica, ormai paga di iniziative estemporanee e dimostrative, di irrilevante caratura progettuale.
L’evento ha sostituito la sobria concreta programmazione.
Si monitora il consenso, tragicamente misurato da effimeri, forse distratti “like” su Facebook, tra i quali, certamente non figurano quelli dei giovani, costretti a cercare altrove il loro futuro, e degli anziani loro genitori, sempre più soli.
Occorre mettere a nudo la situazione. Sostituire la spettrale arte della dissimulazione con una onesta richiesta di aiuto.
L’identità non è soltanto la declamazione dei valori di matrice elitaria, ma è lo sperimentare la possibilità di essere comunità e condividere generosamente una prospettiva comune di riscatto, fondata sulle eccellenze del territorio.
Eccellenze naturali. Il paesaggio, i prodotti della terra, il clima, l’ospitalità.
Queste le ricette? Chissà!
E’ certo che il successo dipende non solo dalla bontà di un progetto, ma dalla voglia e capacità di sostenerlo. In questo, malgrado tutto non brilliamo da tempo, come invece lo abbiamo fatto nel sabotaggio.
Le azioni distruttive sono stare largamente prevalenti rispetto alla paziente costruzione.
Ciò non è più accettabile ne’ sostenibile.
Ed allora l’auspicio di brindare al 2020 con un prezioso bicchiere di vino locale. Basta champagne ed altri esotismi.
Caltanissetta e’ una città di degna identità, sorta e sviluppata grazie al sacrificio di tanti concittadini, anche in tenera età.
Che il nuovo anno ci riscopra orgogliosi di appartenere alla nostra collettività.