Processo Sindaco De Luca, assolto anche in appello: “Chiusi 9 anni di calvario, la vera giustizia esiste. Amareggia solo che non ho potuto avere integrale soddisfazione pur avendo rinunciato alla prescrizione”

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MESSINA – “Sono soddisfatto di questo esito, onestamente ci ho sempre sperato. Ho sempre cercato di dimostrare la mia estraneità ai fatti, non fuggendo dai processi ma difendendomi negli stessi, presentandomi ad ogni udienza e confidando sempre nella magistratura che ha fatto il proprio lavoro al meglio. Noi avevamo fatto anche il ricorso incidentale perché avevamo chiesto su qualche capo di imputazione dove era stata sollevata la prescrizione di entrare nel merito, per ottenere l’assoluzione da tutte le ipotesi di reato. Abbiamo di fatto rinunciato ad avvalerci della prescrizione in quanto sicuri della mia innocenza. Questo è l’aspetto che in parte mi amareggia: questo è un gesto che fa solo chi è sicuro della propria estraneità ai fatti. Facendo appello incidentale ho chiesto di fare una valutazione complessiva su tutti i capi d’imputazione, anche su quello che era prescritto, mettendo a repentaglio me stesso. Purtroppo sono stati quasi 9 anni di calvario giudiziario, oggi si chiude questa storia. Voglio approfittare di questo momento per fare le mie scuse anche alla magistratura, per qualche mia esternazione sopra le righe, frutto di momenti di sconforto”. A riferirlo è il sindaco del comune di Messina, on. Cateno De Luca, a seguito della sentenza di assoluzione in appello per i fatti risalenti al 2011, quando da primo cittadino era stato accusato del cosiddetto Sacco di Fiumedinisi.

“È ovvio – continua il Sindaco Peloritano – che queste scuse sono formulate nella consapevolezza che la giustizia vera esiste. Stare nel tritacarne mediatico e giudiziario per quasi un decennio non è piacevole e non lo auguro neanche al mio peggior nemico.Auspico che per il futuro ci sia una maggiore celerità di giudizio perché, se avessi ascoltato le sirene che mi chiedevano di farmi da parte, sarei stato al capolinea per tanti anni, in attesa di essere riabilitato nella dignità sia pubblica che privata”.

“Mi auguro – conclude De Luca – che in futuro, quelli che sono i profili giudiziari personali, non vengano più tirati in ballo in male fede per lo scontro politico. Per anni bollato come impresentabile della politica. Poi quando le vicende si chiudono, come in questo caso, rimane il dispiacere degli attacchi ingrati ed in mala fede. Che questo sia un momento di riappacificazione generale, per andare avanti. Questi 9 anni di Calvario li dedico ai miei genitori, specie a mio padre, che provato come tutta la mia famiglia ha subito in silenzio ammalandosi. Ringrazio i miei avvocati, in particolare il professore Carlo Taormina e l’avvocato Micalizzi che in questi anni mi hanno eccellentemente difeso e mi sono stati umanamente vicini, sostenendomi nei momenti difficili di questa vicenda giudiziaria. Andiamo avanti e voltiamo pagina”.

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