Caltanissetta, Polo Civico: “Lodo arbitrale tra Comune e ATO Ambiente CL 1… Gambino che sta combinando?”

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CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Apprendiamo dalla stampa, e non dal sindaco Gambino, dell’esito del lodo arbitrale tra Comune e ATO. Ricordiamo ai lettori che l’ATO Ambiente aveva promosso un arbitrato contro il Comune per farsi pagare quanto riteneva di dovere avere, cioè 16 milioni di euro. Di contro il Comune aveva promosso un’azione di responsabilità contro il liquidatore (secondo quanto segnalato dal prof. Stagno d’Alcontres e dagli attuali revisori dei conti del Comune di Caltanissetta che avevano evidenziato gravi irregolarità nella gestione dell’ATO) nonché un’azione di ispezione per fare verificare a terzi esperti la documentazione sottostante i bilanci, mai approvati da sette anni a questa parte. A tali azioni il Comune inspiegabilmente dall’oggi al domani ha rinunciato.

Con questo esito del lodo arbitrale si registrano già le conseguenze del presunto accordo tra il Sindaco Gambino e la liquidatrice dell’ ATO. Oggi leggiamo infatti che il Collegio Arbitrale ha condannato l’ATO Ambiente a pagare tutte le spese del procedimento, pari a circa 250.000 euro, affermando che il liquidatore avrebbe rinunciato all’arbitrato solo per sottrarsi all’azione di responsabilità nei suoi confronti e, se interpretiamo bene la notizia, ha condannato il fatto che il liquidatore, per tutelare la propria condotta, abbia portato l’ATO Ambiente a questa pesantissima condanna. Insomma, sempre se interpretiamo bene la notizia, non c’è stata compensazione perché non c’è stata rinuncia reciproca, ma, da un lato c’è stata la rinuncia dell’ATO Ambiente, tramite il liquidatore, e, dall’altra, c’è stata la rinuncia del Comune non ad un’azione contro l’ATO Ambiente, ma contro il liquidatore. E chi ha pagato per il liquidatore? Naturalmente l’ATO, aumentando così la già pesantissima situazione debitoria.

Ma l’aspetto drammatico della vicenda è che il Comune, se dovesse approvare i bilanci, anche se dopo questa notizia crediamo che non lo farà, si troverebbe a pagare, quale socio quasi al 50%, la metà di questa somma!

Alla luce di tutto questo, siamo ancora una volta obbligati, di fronte ad un silenzio assordante da parte di tutte le forze politiche, a tornare a scrivere in merito all’attività dell’Amministrazione Gambino circa la richiesta dell’ ATO CL1 di riconoscere un debito di 15 milioni di euro, azione fortemente contrastata dalla precedente Amministrazione, che, come è noto, ha fatto ricorso alla consulenza di un noto avvocato, il Prof. Alberto Stagno d’Alcontres, per realizzare una due diligence che potesse fare luce sulla reale consistenza di un debito nei confronti dello stesso ATO CL1.

Come è noto, la richiesta di accesso alla documentazione contabile fu negato da parte dell’ATO, cosa che comunque aveva prodotto solo un rallentamento nell’attività del Prof Stagno d’Alcontres, che alla fine produsse una due diligence che fu secretata per una strategia difensiva, perché conteneva informazioni importanti a tutela del Comune di Caltanissetta, soprattutto dopo che l’ATO CL1 avviò il suddetto arbitrato presso il Tribunale di Caltanissetta.

A distanza di mesi dall’insediamento dell’Amministrazione del Movimento 5 stelle, non abbiamo compreso perché il primo atto politico-amministrativo sia stato quello di revocare tutte le azioni a tutela del Comune, lasciando a dei tavoli tecnici (costituiti da rappresentanti  dell’ ATO CL1 e rappresentanti del Comune, di cui non conosciamo i nomi, ma tra i quali sembrerebbe esserci l’Assessore Camizzi) la valutazione della condizione debito-credito. Oltretutto della evoluzione dei lavori dei tavoli non sono stati informati né  la Città né il Consiglio Comunale, neanche in vista dell’Assemblea dell’ ATO che è stata convocata il prossimo 20 settembre, assemblea che prevede l’approvazione dei bilanci dal 2013 al 2018, la cui conseguenza immediata sarebbe l’accollo di un debito per il Comune di Caltanissetta di circa 15 milioni di euro.

Vorremmo anche capire su quali basi tecnico-giuridiche trova supporto l’attuale Amministrazione nella valutazione della spettanza o meno del credito richiesto dall’ATO, mentre  la nostra Amministrazione, che pure vantava soggetti competenti in materia, ha ritenuto necessario affidare la disamina della situazione a soggetti particolarmente qualificati (il curriculum del Prof. Stagno d’Alcontres è presente su internet e può essere facilmente consultato da tutti i cittadini, anche tramite il sito del Comune).

Del resto a noi appare inopportuno fondare una  decisione così delicata e importante, per le possibili gravi ricadute sulle tasche dei cittadini, solo su basi politiche: la politica può e deve scegliere, ma sulla base di dati concreti e non di orientamenti avulsi  dall’esame tecnico dei dati. Sarebbero quindi indispensabili, nell’ottica della trasparenza a cui il Sindaco dichiara di riferirsi, tre azioni: rendere pubblici i nominativi dei soggetti che stanno valutando i documenti (ammesso che l’ATO li abbia consegnati alla nuova Amministrazione); comunicare se la nuova Amministrazione abbia letto la inequivocabile due diligence del Prof. Stagno d’Alcontres (relazione giuridica redatta da uno dei massimi esperti di diritto societario italiano,  che non può essere accantonata solo perché non piace);  dare notizia della documentazione che i soggetti valutatori stanno esaminando.

Allo stato attuale  l’unica motivazione delle  scelte che hanno addotto il Sindaco e l’Assessore Camizzi è il “risparmio” delle spese legali che, però, ammontano, a fine causa, a circa 30.000 euro, mentre quanto essi vorrebbero pagare per realizzare questo risparmio ammonta invece  a 15 milioni di euro. In sintesi, essi preferirebbero pagare quanto chiesto dall’ATO piuttosto che le spese legali – pari allo 0,2% di quanto chiesto dalla controparte – per respingere la pretesa creditoria. La motivazione ci appare inconsistente.

Ricordiamo ancora una volta che l’ultimo bilancio ATO approvato è riferito all’ esercizio 2012 e cristallizza un credito del Comune di Caltanissetta di circa un milione di euro, e che il debito che l’ATO intende addossare al Comune di Caltanissetta deriverebbe da quote Tarsu non riscosse, nonostante la dichiarata impossibilità di imputare direttamente ai comuni soci i debiti della società d’ambito, così come sancito anche nelle sentenze n. 2423/2018 e n. 2427/2018 del TAR Palermo.

Infine poniamo tre domande al Sindaco Gambino, certi che la sua azione amministrativa sia orientata ai principi di trasparenza e tutela dell’interesse pubblico, pilastri del Movimento al quale appartiene:

  1. Alla luce del fatto che sono state revocate tutte le azioni legali a tutela dell’Ente, perché non è stata ancora desecretata la Due Diligence del Prof. Stagno d’Alcontres? Chiediamo ancora una volta che venga pubblicata sul sito del Comune in modo da consentire a tutti i cittadini di conoscere un parere di un professionista tra i più competenti in Italia di diritto societario.
  2. Corrisponde al vero che  l’Assessore Camizzi, già presidente dei giovani commercialisti, ha intrattenuto rapporti di praticantato o di collaborazione organica con lo studio della Dr.ssa Ingala, liquidatore dell’ATO CL1, di fatto controparte del Comune di Caltanissetta? Se tale condizione fosse confermata, si porrebbe un imbarazzante conflitto di interessi per chi potrebbe aver partecipato ai tavoli tecnici per stabilire la reale sussistenza di un debito plurimilionario (tale debito metterebbe a rischio la tenuta dei conti con un’inevitabile ricaduta sui cittadini in termini di tasse e di taglio di servizi essenziali).
  3. Come mai, in un recente incontro tra il Sindaco e un’associazione di professionisti, che, a quanto riferito dalla stampa, ha consegnato un “elenco di professionisti a disposizione” allo stesso Sindaco, era presente la Dottoressa Ingala, liquidatore dell’ATO Ambiente, allo stato attuale comunque in conflitto con il Comune?

Rispondere in questo caso non è cortesia, ma obbligo di trasparenza politica, così come è indispensabile chiarire tutti i rapporti personali in ballo nella vicenda, visto che stiamo parlando di un credito controverso di 15 milioni di euro e di un repentino, inspiegabile ed inspiegato abbandono di tutte le azioni promosse dal Comune anche contro il liquidatore.

Certi della comune volontà di operare secondo principi di lealtà e trasparenza, auspichiamo che tali informazioni possano essere rese di pubblico dominio prima dell’assemblea dell’ATO del prossimo 20 settembre, in modo che la Città abbia contezza di tutto ciò che riguarda un argomento che negli ultimi 15 anni ha generato condizioni debitorie che non devono essere pagate dai cittadini.

Il Polo Civico Cives 3.0

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